Solo la consapevolezza può sanare la consapevolezza. Vivere lasciandosi vivere, crea ostacolo alla conoscenza e zavorra la volontà di comprendere. Il desiderio di conoscenza mette a dura prova ognuno di noi perché ci rende responsabili delle inadempienze, di quello che dovremmo fare e non facciamo. Sapere significa agire, perché sostiene la motivazione che rende ingiustificabile l’inoperosità. Le vicende del recente passato non sembrino manifestazioni isolate, perché strettamente collegate con altre che si stanno avvicendando e delle quali stentiamo a percepirne la pericolosità. Cosa sta accadendo attorno a noi e dentro di noi? Un trauma ha colpito la collettività che si è resa conto di essere stata presa in giro da coloro che dicono di agire e adoperarsi per il bene del prossimo. Una guerra di potere all’interno di un ecosistema che vede lo scontro fra tanti emergenti dominatori, in lotta per conquistare la supremazia e il controllo sugli altri. Chi gestirà l’intelligenza artificiale e i cyber già in produzione? Quanto ancora più schiava sarà resa l’umanità sottomessa da dominatori che considerano l’essere umano un prodotto non finito?
Il progetto è reso ancora più facile nei confronti di comunità infiacchite dalle avversità propinate da una classe dirigente priva di identità e di scrupoli. Agguerrita solo per garantire più vantaggi a se stessa a discapito degli altri. Non è retorica, ma semplice constatazione iconica, giusta rappresentazione della nuova sindrome adinamica, fatta da una pluralità di patologie fenotipiche che hanno colpito la popolazione Italica. Non passi sotto silenzio il premio che l’italiano ha fatto ai propri aguzzini, votandoli! Creando così seri dubbi sul possibile dialogo da instaurare con la libertà psicologica di una popolazione condizionata non solo moralmente. Ma anche coloro che sono privi di questi limiti non possono subire l’aggressività dei controllori (iniziano ad apparire sugli scontrini i consumi di CO2 che ognuno di noi produce per singole operazioni). Se già ora esercitano un potere serrato cosa accadrà fra qualche decennio, quando avranno approntato dei robot in grado di sostituire l’uomo in ogni sua attività? Cosa potrà accadere quando saremo gestiti da strutture metalliche prive di sentimenti e di empatia?
Alexia uno e le successive sue varianti, sono già pronte con voce suadente per risposte confezionate da somministrare ai tanti questuanti dei diversi centralini di una società presto robotizzata. Una svolta ancora più pericolosa sta affrontando questa umanità, alle prese con cambiamenti epocali rappresentati dalla scomparsa dell’ultima generazioni di “uomo”, così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. L’intelligenza artificiale nelle mani di quelli che già ora ci controllano, renderà ancora più ostile un rapporto di sudditanza cui siamo destinati, essendo espliciti i suoi contorni, molto poco sottaciuti da una schiera di delinquenti. Ma non va sottovalutata anche la possibilità che questi apparati fatti di cip, metalli e sensori, possano avere il sopravvento sui produttori, non è fantascienza, sottraendo loro il controllo esercitato sulla popolazione. Considerazioni poco presenti in una comunità di agnostici, distratti dal nulla, adulatori del nulla che mirano al nulla! Rispetto alla quale ha gioco facile l’aggressore, per confrontarsi e sottomettere una opposizione rappresentata da un gregge allo sbando.
Lontano dal comprendere quanto poco importante sarà l’avvalersi delle conoscenze e delle professionalità degli attuali laureati di cui il potere potrà farne a meno. Ormai inutili, costose, superate, sindacalizzate. Integrarsi con l’intelligenza artificiale, lo si potrà fare solo da sudditi. La mancata comprensione di quanto sia importante cavalcare questo cambiamento, non offrirà alternative. Sia sempre utile non dimenticare che la civiltà non si costruisce né si distrugge da sola.
