“Ormai è chiaro: l’idea di sicurezza del governo Meloni è pericolosa”. Lo riferiscono in una nota gli attivisti napoletani del Laboratorio Insurgencia, che aderiscono alla rete nazionale “A pieno regime”. E’ stato organizzata per venerdì 10 un’azione di protesta: dalle 15 è in programma un presidio simbolico in piazza Municipio nel corso del quale verranno esposti “i rischi degenerativi del provvedimento zone rosse”, si legge nella nota.
Secondo gli attivisti, l’idea di sicurezza del governo Meloni è “pericolosa”, poiché “cede alla discrezionalità delle forze dell’ordine il compito di ‘allontanare’ chi si ritiene ‘indesiderato'”, parlando di un “provvedimento liberticida, anticamera del ddl 1660 attualmente al vaglio delle Camere”. Gli attivisti fanno un riferimento al caso di Ramy Elgaml, il 19enne morto a fine novembre a Milano, e dell’amico Fares Bouzidi, alla guida dello scooter inseguito dai Carabinieri: “Le immagini che arrivano da Milano Corvetto e che inchiodano i carabinieri alla responsabilità della morte di Ramy sono la prova del nove di quanto affermiamo”.
Infine, c’è spazio per un interrogativo al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e al Prefetto del capoluogo campano, Michele Di Bari: “Che ne è degli enti locali, ridotti a ventriloqui di Matteo Piantedosi e che sembrano tuttavia entusiasti di mettere le città che amministrano nelle mani di un concetto di sicurezza che niente ha a che fare con il benessere dei cittadini?”. Sono previste per domani sempre a Napoli altre iniziative contro il ddl 1660 e le cosiddette “zone rosse”. (Foto: Fanpage)
