A seguito della tregua, alquanto fragile, stabilita per le ore 10.15 del giorno 19/01/2025, stiamo assistendo alla messa in opera di una mossa cruciale sullo scacchiere geopolitico internazionale: la distruzione di una vasta parte della Striscia di Gaza. Magari fosse solo quello!
Possiamo solo immaginare la prossima mossa, che sarà agita dagli orchestratori internazionali della guerra mediorientale, i quali operano da remoto, come se scrivessero sul computer dei dati che si riversano nei Datacenter ubicati dall’altra parte del mondo.
Invece, quei ‘dati’ sono esseri umani, vite, speranze e bambini, tanti bambini…dati per morti!
Ora ci aspettiamo la ricostruzione, come epilogo di ogni guerra che annienta persone e cose. Ma non è solo economico il movente o, almeno, non è il principale. L’obiettivo di questo ennesimo fallimento dei governi interessati è la riscrittura della storia di un grosso pezzo di Umanità, a uso e consumo di chi “deve fare azioni eclatanti per modificarne il corso”. Deve distruggere per cambiare la mentalità in modo epigenetico: stravolgendo l’ambiente socio-politico delle etnie coinvolte.
Ricordiamo la tragicità di questo conflitto devastante, durato quasi 470 giorni, che ha mietuto circa 47.000 morti, di cui oltre un terzo sono appunto bambini.
Ogni movimento, operato su quella scacchiera, la graffia e la fa sussultare orrendamente.
Per fare accettare mosse così tonanti, tali da deformare il costume dei popoli, bisogna distrarre l’attenzione indignata di chi assiste alla partita dagli schermi televisivi e dalle pagine di giornali, che la riportano con imprecisata obiettività. Per questo hanno messo su una guerra, tra un movimento geopolitico e l’altro.
Il fine non è lo scontro, con le sue conseguenze sociali, economiche e politiche. Esso è lo strumento preferito.
Il vero scopo è la ‘distrazione di massa’ per compiere altri ‘porci comodi’, difficilmente tollerabili in tempi di pace, come il dirottamento di fortissimi flussi monetari dagli Stati con il territorio verso gli Stati senza il territorio, occupati dalle multinazionali finanziarie.
Per attuarlo si assoldano degli attori di primo piano, comandati a governare i territori e le genti, delle comparse di secondo piano, che fanno loro da assistenti di scena e molti figuranti che s’improvvisano leader, magari di compagini anti-sistema. Sono questi i Gate-keeper.
Qual’è la migliore scelta del cast se non quella di attingere a candidature ricattabili, magari prese nello stuolo dei pornoattori, o quello dei giullari teatranti, oppure dalla lista degli inquisiti e dei condannati per reati abominevoli?
Chi potrebbe essere più manovrabile di chi non ha altra scelta che ubbidire, se non vuole essere lasciato finir male?
Tutto è finzione. Ma si deve dare un’immagine, almeno simbolica, di una ‘realtà’ estrapolata da questo ‘reality’ osceno e crudele.
I simboli, costruiti artatamente per appannare la vista sulla mossa mediorientale, sono guarda caso tre donne di giovane età. Tutto il rispetto per quelle tre povere giovani fanciulle. Per il ‘regista’, loro sono la rappresentazione figurata del climax della narrazione, costruita ad arte per accontentare la fame di buonismo di un uditorio mondiale alquanto ingenuo.
Tutti abbiamo gioito per la loro liberazione. Ma quanti si sono indignati, invece, per gli altri che sono stati trucidati, da ambo le parti, per quelle persone amputate degli arti e pure della speranza di continuare la vita precedente, non conoscendo il corso di quella che gli è stata modificata sotto i piedi?
E poi, nessuno si è chiesto perché proprio tre donne e perché proprio giovani? Signori, ci stanno infinocchiando atrocemente: perché quella era l’esca più appetibile per abboccare alla farsa che tutto sta finendo.
E gli uomini, magari non più giovani, non sarebbero andati ugualmente bene?
Gli uomini vecchi non fanno notizia! Un bello schiaffo all’attenzione sbadata dell’opinione pubblica!
Cosa si sta coprendo con questa messinscena? Probabilmente la tragi-commedia in atto servirà a patinare le amnistie in extremis di Biden a Fauci e le scempiaggini di Trump, i suoi balletti condivisi con Elon Musk, le tante eccedenze azzardate con la dichiarazione della reclamata invasione della Groenlandia, senza dissimulare le ataviche propensioni americane, imperialiste e colonialiste.
È importante seguire quello che impartirà, da qui in avanti, chi manovra la partita facendo credere al mondo che le pedine si muovano da sole. Probabilmente sono tutti fantocci telecomandati, senza personalità. C’è ancora chi non ha capito che stiamo assistendo ad una replica, in grande stile, del Grande Fratello in TV. Nulla è genuino e niente è come sembra.
La regia dei governi esegue tutto e solo il copione di una sceneggiatura scritta molto tempo fa.
Stiamo assistendo a un film preordinato: un reality predatorio, spacciato per realtà.
E che dire dell’Italia: unica invitata che presenzia alla cerimonia dell’insediamento del nuovo (si fa per dire, anche lui in replica) Presidente degli Stati Uniti? Unica e sola. Perché?
Può essere casuale questa incoronazione privilegiata del Presidente del Consiglio italiano? E gli altri cento suoi colleghi di cento altre nazioni? Avevano tutti da fare, o qualcuno ce l’ha messa lì, Nostra Signora di Garbatella, perché dovrà esordire nella scena seguente, quando si alzerà il prossimo sipario?
Che ruolo stanno dando a queste comparse per risultare più credibili, agli occhi di noi spettatori?
Quando avverrà il prossimo ’Intermezzo’ a suon di bombe e di cannoni, tra una mossa epocale e l’altra?
Nel frattempo che lo capiremo, se ce ne accorgeremo, molte TV ometteranno di riportare la notizia che, sotto le macerie, sono già pronte migliaia di tonnellate di micidiali ordigni inesplosi che falcidieranno gli arti degli Uomini, delle Donne e dei Bambini che credevano di ‘avercela fatta’!
