Prima pesante condanna per l’uomo sotto processo con l’accusa di essere l’assassino dell’aspirante pizzaiolo di 18 anni ucciso con un colpo di pistola al petto la notte tra il 19 e il 20 marzo 2023, sul lungomare di Napoli, al culmine di una lite a cui era estraneo, scoppiata tra gruppi di giovani malavitosi rivali per un paio di scarpe firmate sporcate.
All’imputato, l’autorità giudiziaria partenopea ha inflitto 15 anni e 4 mesi di carcere, riconoscendo la sussistenza di un gruppo camorristico, quello appunto della famiglia, legato al clan Aprea del quartiere Barra di Napoli.
Condanne per lo stesso reato anche per parenti e amici dell’imputato alcuni imputati a vario titolo al processo per l’omicidio del giovane ucciso, la cui sentenza è attesa per fine gennaio.
Alla nonna del giovane, ritenuto a capo dell’omonimo gruppo malavitoso, sono stati comminati 9 anni di carcere; alla sorella 9 anni e 4 mesi; poi a 11 anni e 4 mesi; un’altra condanna a 4 anni; 4 anni ad altri due soggetti, inflitti 9 anni e 4 mesi; 12 anni e mezzo per un altro soggetto ed altri 9 anni e 4 mesi di reclusione ad un ulteriore indagato. A coordinare le indagini e il processo è stata il pm antimafia di Napoli. (Fonte: Ansa)
