Italia: ricattati da tutti

A non più di un mese da una liberazione avvenuta sotto ricatto, quella dell’ingegnere iraniano scambiato per il ritorno in patria di Cecilia Sala, un trafficante di esseri umani, il capo della polizia giudiziaria libica Almasri, è stato arrestato a Torino su mandato della corte internazionale dell’Aja, ma subito rilasciato e riportato addirittura in patria con un volo di stato.

Secondo il tribunale dell’Aja, Almasri è “sospettato di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tra cui omicidi, torture, stupri e violenze sessuali”, ma noi lo abbiamo immediatamente rilasciato, perchè evidentemente fa parte di quel patto segreto con la Libia di cui nessuno vuole ammettere l’esistenza: noi paghiamo fior di quattrini ai libici perchè trattengano nel loro paese il maggior numero possibile di migranti, mentre chiudiamo un occhio – in questo caso anche due – sui metodi assolutamente disumani con cui vengono trattati i migranti in quel paese.

Mentre dovremmo condannare pubblicamente la Libia per i lager al cui interno vengono trattenuti e torturati i migranti africani, noi facciamo finta di niente e ci crogioliamo nelle “statistiche positive” che mostrano una riduzione del numero di immigrati provenienti dalla Libia.

E quando per sbaglio ci ritroviamo fra le mani il capo di questi criminali, noi lo lasciamo subito andare con una scusa qualunque, perchè non vogliamo assolutamente irritare i libici dai quali siamo palesemente ricattati.

Certe cose ti fanno sentire davvero orgoglioso di essere italiano.

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