Indagine conoscitiva della violenza femminile sugli uomini. Anche questo fa “la parità”

Si parla tanto di “violenza di genere”, ma non di completezza delle informazioni in quel campo.

Se davvero si ricerca la verità e la parità, non si capisce perché i Centri antiviolenza rifiutino prevalentemente le richieste di aiuto che provengono da parte degli uomini.

Per loro sono esseri umani di serie B?

Che ci sia una polarizzazione dell’orientamento, favorita dai giornali e dalle trasmissioni televisive a circuito chiuso, ormai non lo confuta più nessuno, ma tutti lo tollerano perché il costume nazionale contempla solo questa verità.

Sicuramente esiste una corrente ideologica che è convinta o, peggio, vuol convincere l’opinione pubblica che la violenza (e la colpa) stanno sempre tutte da una parte.

Forse, si sono abituati storicamente ad accogliere la sola verità storica del vincitore delle guerre, senza mai vagliare la tesi della parte contrapposta, rifiutando la necessaria obiettività.

Questa distorsione è una forma di Negazionismo.

Un approccio intelligente confuta ogni ideologismo preconcetto e non rifiuta di verificare le porzioni e le sacche di verità contenute nell’altra parte che, in proporzioni minori o eguali, esiste e che merita, per onestà, di essere approfondita con strumenti scientifici.

È questo il lavoro svolto dal Centro antiviolenza “Ankyra” di Milano, segnalato dall’articolo diffuso dal TeamLaFionda.

Il Centro è diretto, in larga misura, da donne coraggiose e leali le quali, supportate da scienziati di diversa estrazione (psicologi, sociologi, avvocati e statistici), ripropongono agli uomini il tenore delle stesse domande che compongono gli stessi questionari, utilizzati dall’ISTAT per conoscere gli aspetti della violenza sulle donne, al fine di approfondire anche il fenomeno reciproco: la violenza delle donne sugli uomini.

È un caso che al vertice di queste organizzazioni, di intrepido rigore veridico, ci siano quasi sempre le donne? Un dubbio ci viene sull’attribuzione popolare del cosiddetto ‘sesso forte’, rivolta all’uomo!

Un’altra spiegazione possibile, che escluderebbe gli uomini dalla direzione di questi Centri, è la presenza dello ‘stereotipo patriarcale’, addotto in termini accusatori verso ‘il maschio che si occupa dei maschi’. Il contrario: ‘donne che combattono la violenza sulle donne’, stranamente non suscita sospetti! È un’altra delle tante sperequazioni, a parti inverse, in cui si accusa il predestinato di essere un carnefice, anche quando non lo è.

E sì. Ci vuole della sana baldanza nel rinunciare ai sovvenzionamenti, elargiti dallo Stato alle associazioni che proteggono le donne, di cui sia stata ‘casualmente’ esclusa Ankyra, che ce lo riferisce!

E chissà quante altre Associazioni di tutela del rinnegato genere maschile, non siano riuscite a partire, proprio perché sono state emarginate finanziariamente.

Pare che il fenomeno delle prepotenze, ordite da e su entrambi i generi, non solo esista, ma che sia largamente sottovalutato a causa del ‘pregiudizio di virilità’, che apparirebbe sminuita se un uomo denunciasse una donna di averlo prevaricato fisicamente, sessualmente o psicologicamente.

Quello di dover difendere necessariamente la propria invulnerabilità maschile, rappresenta la maggiore causa di fragilità del maschio.

Uomini depredati dei propri beni e affetti, separati dai figli, si rifugiano massivamente in una bolla di indifferenza verso la loro stessa sofferenza, più o meno coscientemente.

Ora c’è uno strumento anonimo d’indagine, preparato su base scientifica e corrispondente a quelli offerti alle donne, che vuole conoscere il problema, se esiste, anche dall’altro punto di vista.

Questa è una presentazione del questionario.

“Si tratta di 50 domande, così suddivise: casi di violenza fisica subita da una donna (10 domande), casi di violenza sessuale (10 domande), casi di violenza psicologica (25 domande), casi di atti persecutori/stalking (10 domande) e casi di revenge porn (5 domande). I più attenti noteranno che l’impostazione ricalca in qualche misura le corrispondenti indagini conoscitive che a suo tempo, ormai più di 10 anni fa, l’ISTAT promosse però sulla sola violenza subita dalle donne per mano maschile. Uno degli obiettivi del sondaggio di Ankyra è proprio quello di ribaltare la stessa metodologia sul versante maschile, implementandola e integrandola però con altri tipi di condotte violente, come il ghosting o il revenge porn, applicandola al gruppo umano finora totalmente ignorato da questo genere di ricerche, quello degli uomini.”

 

Chi vuole può rispondere al Questionario anonimo e segnalarlo anche ad altri uomini per consentire di formulare la statistica più rispondente alla realtà.

Più sarà nutrito il numero di partecipanti al campione in oggetto, che sarà inferenziato sull’Universo statistico (è il processo statistico che rapporta i dati campionari alla realtà complessiva) e più avremo una risposta chiara ed evidente del fenomeno, in questo studio.

Si ringrazia Frosinone Web per l’immagine del titolo

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