Napoli: omicidio dell’ingegnere, il mandante sarà teste protetto in aula

Il presunto mandante dell’omicidio dell’ingegnere Coppola sarà teste protetto e assistito in aula. È partito questa mattina in Corte d’Assise a Napoli il processo per l’uomo di 73 anni, marito di una donna simbolo dell’antiracket, oggi “collaboratore di giustizia” e imputato insieme ad un 64enne attualmente ritenuto l’esecutore materiale del delitto. Oggi, su richiesta del pm, l’uomo assumerà la doppia veste di imputato e testimone assistito e, già alla prossima udienza, sarà ascoltato in aula, protetto da un paravento, come chiesto dal suo legale.

L’ingegnere Coppola fu assassinato a Napoli, il 12 marzo 2024, nel parcheggio di un supermercato di via Protopisani. Secondo l’accusa, a sparare fu il 74enne, assoldato in cambio di 20mila euro. L’assassinio dell’ingegnere sarebbe riconducibile a una querelle sorta a causa di un lussuosa villa a Portici, in provincia di Napoli, e ad ordinare il delitto sarebbe stato il 74enne, ascoltato nuovamente sulla vicenda dal pubblico ministero, che oggi ha dato avviso di deposito del verbale con le nuove dichiarazioni sul delitto.

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