Riflettevo partendo dalla letterina alla Von der Leyen, letta e non penso anche scritta da Luciana Littizzetto ma, dai suoi autori, come sempre compostamente sdraiata sulla scrivania di Fazio ma, chi ha dalla sua satira, cultura e una fetta della politica può risultare simpatico anche se non educativo.
Tutto sotto placida complicità dell’amorfo e falsamente innocuo Fazio.
Normalmente, le notizie anche se satiriche andrebbero verificate in modo da far ridere o cercare di farlo quantomeno sulla base di fatti e non su grossolani errori.
Non sto parlando di mera interpretazione ma, proprio di cultura storica comfort, di conoscenza della quale, oggi, può trovare riscontro facilmente con una interrogazione su un motore di ricerca tipo Google o sulla proletaria Wikipedia.
Errori e pressappochismi del tipo “sono più le volte che abbiamo perso di quelle che abbiamo vinto”, la campagna di Grecia e di Russia differenziate come se fossero accadimenti distinti rispetto alla Seconda guerra mondiale, non si riesce a comprendere la differenza tra battaglia e guerra citando Caporetto come sconfitta ma, di una battaglia in una guerra poi vinta.
Viene confuso il numero di caduti italiani del Secondo conflitto mondiale con quello del Primo in cui furono 650 mila nel Secondo furono circa 400 compreso le vittime civili.
Dice ma, ti attacchi sui numeri!
No vengo attaccato come Italiano, vengo offeso e quindi vorrei almeno che questo avvenisse citando avvenimenti fatti e cifre precisi.
Ma, è ironia, satira!
No è sarcasmo, derisione, scherno di basso livello, non accettabile in una trasmissione seguitissima che negli anni l ha ricevuto ospiti e interviste importanti ed esclusive come: Michail Gorba?ëv, Bill Gates, Tony Blair, Madonna, George Clooney, John Travolta, Uma Thurman, Pelé, lo stesso Macron e non certo ultimo perfino il Sommo Pontefice per cui, non è accettabile la sciatteria disinformativa e il dileggio dei caduti.
Devo ricordare che noi come Italiani cristiani cattolici o no, abbiamo nella nostra tradizione il rispetto, il “culto dei morti” maggiormente quando caduti proprio per difendere o dare libertà a tutti noi.
Ormai però spregiare, prendersi gioco delle donne e degli uomini in divisa sembra diventato uno sport nazionale.
Intanto, mentre l’Arno cresceva ho visto gli uomini della Folgore montare le pararie sugli argini di Pisa, i Carabinieri che a spalla ponevano in salvo persone rimaste intrappolate dalla forza delle acque in Emilia Romagna.
Forse sono io troppo attento, o perché nutro ancora senso di gratitudine, anche se questi uomini in divisa non sono venuti fisicamente a salvare me o non ho avuto mai motivo di farmi difendere dai delinquenti di casa nostra o importati.
Ma, nella lettera si aggiungevano altri particolari forse per dare credito o credibilità a storie inventate da scenografie italiane che vedono i soldati italiani pensare di giocare a palla come in mediterraneo.
O come ancora posso ricordare il capitano Corelli (Nicolas Cage) dedicarsi a suonare il mandolino sotto la direzione di regie straniere tutte opere e produzioni degne di nota ma, che non rappresentano la realtà dei fatti accaduti nella campagna in Grecia e Albania o nel dramma vissuto dai nostri ragazzi a Cefalonia.
Tutto mentre all’estero si celebrano eroi anche inventati o leggendari, a noi piace prenderci e farci prendere in giro, presentando un immagine stereotipata di noi, forse poetica e creativa ma, che sicuramente non rispecchia e risponde alla totalità dei nostri Soldati.
Questa immagine nel tempo si è consolidata e da propaganda anti italiana bellica, da parte di altre nazioni, ha contagiato anche fette di connazionali legando, tutti gli Italiani, ad un’immagine caricaturale generalistica e qualunquistica che ci fa tutti fedeli al luogo comune di cantanti, pasta, pizza e mandolino.
“Noi italiani non siamo capaci a fare la guerra. Facciamo cagarissimo”.
Parole di una pacifista, di un esponente degli antagonisti che scendono in piazza e che odiano le divise o di qualche immigrato clandestino spacciatore?
No parole di una vera “signora” che muove la sua satira sempre sugli stessi tasti e nella stessa direzione spesso offensiva e volgare, in questo caso anche fondamentalmente impreparata sulle vicende storiche oltre che militari italiane e sicuramente non al corrente della capacità bellica, della formazione, preparazione e aggiornamento raggiunta dal nostro Paese.
Ma, allora perché infangare gettare fango sul nostro Esercito?
Strano che una simpatizzante della sinistra colta, proverbialmente padrona dello scibile non conosca la storia, quella storia che ha permesso a lei di potersi esprimere liberamente su quella scrivania.
Un bel ripasso non guasterebbe visto che si tratta di vera e propria ignoranza storica e che le targhe sulle strade e delle piazze Vittorio Veneto, 4 novembre, Diaz, ecc non sono casuali.
Che i guerrieri francesi di Macron con la loro linea Maginot hanno resistito solo pochi giorni ai tedeschi per poi sfilare, in tutta tranquillità, a Parigi sotto l’arco di trionfio.
Che Inglesi e Francesi se alla fine, non fossero arrivati USA da una parte e URSS dall’altra non penso sarebbero ancora sotto i loro vessilli.
Perché l’Italia ha perso sì la Seconda guerra mondiale ma, in quel conflitto i nostri Soldati hanno scritto pagine di gloria, come quella di El Alamein l reggendo con sacrificio e fino alla morte, contro un nemico soverchiante e meglio attrezzato, degno di Leonida alle Termopili 1500 Militari Italiani contro 20000 dell’impero coloniale britannico, che, proprio a questo motivo, ha concesso l’onore delle armi.
Ma, queste sono finezze dettagli, che evidentemente, non tutti i nativi dello stivale possono capire e apprezzare.
Che anche gli Arditi e la Xmas di D’Annunzio non hanno solo pagine oscure come quando a cavallo dei siluri, con barchini suicidi o portando bombe magnetiche a nuoto riuscirono a umiliare la Mediterranean Fleet inglese.
Se andiamo a ritroso nella Prima guerra mondiale, alla fine vinta, c’è stata sì la sconfitta di Caporetto ma, c’è stato anche il Piave, il fiume sacro dove i Ragazzi Italiani studenti e contadini, anche volontari del ’99, cresciuti a pane e Salgari, hanno fermato gli austriaci.
Fazio, Littizzetto e autori questa si chiama la Grande Guerra, coi suoi oltre 600 mila caduti e 127.500 ricompense al valore.
Anche in questo caso ci sono stati film come “Uomini contro” hanno cercato di infangare quell’epopea ingigantendo degli episodi crudi e drammatici anche se veri, la realtà, è però anche quella che emerge dai diari, dalle lettere, dalle corrispondenze dal fronte ed è molto diversa. Ancor prima le guerre d’Indipendenza, dei garibaldini, dell’Eroe dei Due Mondi e dei patrioti Mameli, Manara, Bixio.
Sui libri si può leggere, se lo si vuole, degli studenti universitari di Curtatone e Montanara o di semplici volontari vittoriosi a Bezzecca e sconfitti a Mentana, le vittorie di San Martino e Solferino e le sconfitte come a Custoza sì, perché si può essere un grande soldato anche nella sconfitta.
Qualche secolo prima l’epopea dei “condottieri” nobili per stirpe o per animo, le guerre dei Veneziani contro i Turchi e gli Ottomani, la battaglia di Famagosta in cui il loro comandante, Marc’Antonio Bragadin, fu torturato per giorni e poi scuoiato vivo, senza rinnegare la fede in Cristo.
La battaglia di Lepanto e le navi delle repubbliche marinare, la dinastia dei Doria, i comandanti di ventura o i cavalieri delle Crociate.
Possiamo arrivare anche a Barletta per assistere ad un altra sconfitta francese ad opera di Ettore Fieramosca.
Meno male che gli italiani “fanno cagarissimo”.
In definitiva la nostra storia, al contrario di quanto affermato non è un elenco di sconfitte che a troppi piace elencare soprattutto ai nostri “amici” Europei e ai tanti, troppi esterofili di casa nostra.
Veniamo a tempi più recenti, si potrà dire che i nostri Soldati non abbiamo più “virtù guerriera”
e l’ltalia non sarà una “potenza” aggressiva ma, i nostri militari sono rispettati nel mondo per il “peacekeeping” e la realtà storica, a partire dalle ultime imprese sotto le bandiere ONU, è molto differente.
La professionalità e l’umanità dei nostri soldati in missione di pace in Libano, Kosovo, Iraq, Afghanistan e tante altre è unanimemente apprezzata in tutto il mondo.
In definitiva quelli che “fanno cagarissimo” non sono i nostri Soldati e Militari dell’Esercito Italiano ma, sono quelli a cui piace buttare fango su chi cerca, da sempre, con il proprio impegno di far continuare a stare liberi tutti noi e lei stare tranquilla e ampiamente remunerata sdraiata sulla scrivania.
Quelli che “fanno cagarissimo” sono quelli a cui piace sputare in casa propria, che si sono sognati che i racconti, le sceneggiature di film fossero storia e realtà, e che non fossero frutto anche di una sorta di volontà propaganda auto-lesionista, antinazionale, autodenigratoria.
In definitiva non sono gli italiani veri, io non li chiamerei del tutto Italiani.
Sarebbe auspicabile conoscenza, obiettività per giudicare Italiani che evidentemente non conoscete e che volete utilizzare per i vostri scopi sicuramente meno nobili e dei quali non potete andare orgogliosi al pari loro.
Soprattutto rispetto, considerazione per i vivi e ossequio e deferenza per tutti i caduti. (Foto: Il Riformista)
