Non è un caso il netto cambio di modulo dal 4-3-3 (o 4-2-3-1) al 3-5-2. Questo ritorno al passato per Antonio Conte è apparso forzato e non per una particolare esigenza difensiva, ma offensiva. L’assenza di David Neres per infortunio ha sicuramente spinto a una rivoluzione in campo, ma già con il brasiliano in campo si erano verificate le prime difficoltà realizzative. La vera questione riguarda l’acquisto di Noah Okafor, ex attaccante riserva del Milan e arrivato decisamente fuori forma per gli standard di Conte. Lo svizzero per caratteristiche non appartiene né al mondo di Khvicha Kvaratskhelia né a quello di Neres. Le qualità che ha sempre messo in campo dal georgiano non fanno parte del repertorio di Okafor.
L’estro e la fantasia messe in campo da Kvara sono anche lontane dalle doti tecniche di Neres, apparso decisamente più discontinuo rispetto al suo predecessore. La scelta di non sostituire adeguatamente il georgiano, con un giocatore simile e di prima fascia, porta il Napoli a un semi ridimensionamento. Le difficoltà sorgono quando si si ritrova ad affrontare squadre che prediligono un gioco in ripartenza e che difendono con tutti gli effettivi. La partenza di Kvaratskhelia è un guaio per gli azzurri e Conte ha provato a metterci una pezza ritornando a quel 3-5-2 che lo ha reso grande.
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