Telemarketing: Codacons, al via indagine procura su telefonate mute

In tema di telemarketing e telefonate ‘mute’ la procura della Repubblica di Roma ha aperto una inchiesta, affidata ai pubblico ministero Silvia Santucci e Fabio Santoni, a seguito di formale denuncia presentata dal Codacons. L’associazione dei consumatori, si legge in una nota, aveva depositato un esposto alla magistratura capitolina. Si tratta di ”un fenomeno che da tempo coinvolge milioni di italiani, i quali quotidianamente ricevono chiamate da numeri sconosciuti non presenti in rubrica, non ricevendo alcuna risposta una volta avviato il collegamento telefonico”, secondo l’associazione.

”Alla base di tale escalation vi sarebbe il telemarketing selvaggio – spiega il Codacons – Molti call center, per ottimizzare i tempi e incrementare il numero di utenti contattati, utilizzano software che programmano più telefonate di quante gli operatori fisici riescano a gestirne. In tal modo le chiamate partono in modo automatico, gli utenti rispondono ma i dipendenti dei call center sono impegnati in altre conversazioni, e le telefonate rimangono quindi mute”.

Ora le indagini della procura, secondo l’associazione, ”potrebbero portare a ravvisare il reato ipotizzato dal Codacons, quello di molestia”. Il codice penale, si ricorda, stabilisce che “chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a cinquecentosedici euro”. Principio, ricorda il Codacons, ”ribadito dalla Corte di Cassazione secondo cui le telefonate mute e anonime integrano il reato di molestia e disturbo alle persone”. (Foto: Affari Italiani)

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