Il contante resiste

Le statistiche -diceva qualcuno- valgono meno della carta su cui sono scritte. Ed è così! cionondimeno si continuano a sfornare “studi” di ogni tipo; recentemente ci dicono che c’è stato il sorpasso della moneta elettronica sul contante. Ma il calcolo come è stato fatto? Non è dato saperlo.

 Certo, se in questo calcolo è stato incluso il mercato dei titoli pubblici o il pagamento degli stipendi o quello delle armi o la spesa dei dipendenti pubblici o il pagamento delle tasse…cioè l’insieme di tutti i pagamenti collegati allo stato e alle banche e quindi obbligatoriamente on line, non c’era bisogno di fare lo “studio”. Queste mega organizzazioni private e pubbliche non possono agire in altro modo proprio perché sono elefantiache e quindi non potrebbero avere la dimensione che hanno senza la tecnologia cioè non potrebbero controllare in modo puntuale tante persone. Cioè l’uso della moneta virtuale è obbligato da una parte dell’economia che è interessata all’uso controllato e cioè tracciato. Non sono organizzazioni “uguali” ai comuni cittadini ma esercitano un potere su questi e quindi usano mezzi non liberi ma imposti.

 Quindi questa è una specie di moneta a se stante specifica ed imposta da queste organizzazioni. Più il potere di queste ultime si espande e la illiberalità divora spazi alla libera determinazione del singolo individuo, più l’uso imposto e non scelto prevale come è giusto che sia in un sistema illiberale e condizionato anche nelle scelte più elementari come è il nostro. Inoltre il condizionamento mediatico -si potrebbe parlare di “lavaggio del cervello”- cui vengono sottoposte le moltitudini impone comportamenti che spontaneamente non si sarebbero tenuti.

 Però va detto che riscontrare che il sistema dei pagamenti è sempre meno liberale e cioè più imposto dall’alto (non più solo dallo stato ma anche da organizzazioni private moto potenti) che scelto dalla gente non è cosa di cui vantarsi.

 Ma se si va nella economia “libera”, cioè quella che crea valore e mantiene e finanzia l’intero sistema, come hanno calcolato i pagamenti non tracciati che, per definizione sono appunto non tracciati? E i pagamenti in valuta virtuale come i bitcoin da che parte stanno? E come si calcolano? E l’intera economia che esiste in quanto esiste il contante se non ci fosse quali sarebbero le conseguenze sociali? Quali sono i mezzi necessari per racchiudere in un dato statistico i comportamenti, appunto, ”liberi”?  

 Alcuni anni fa, un giorno in cui mi ritrovai in una stazione ferroviaria vicino Roma una ragazza mi ha aiutato a comperare un biglietto del treno da una macchinetta automatica in cambio di un euro. Non avevo bisogno del suo aiuto ma i suoi modi erano così educati e gentili che sembrava fossi io ad aiutare lei. Era evidentemente figlia di quella borghesia che recentemente è stata esclusa dal banchetto mondialista. Si chiedeva questa ragazza cosa sarebbe stato di lei se avessero abolito il contante. Mi ha fatto capire concretamente che i poveri vedono il contante come la loro unica possibilità di sopravvivenza; non solo per incassare un minimo per vivere ma anche per spenderlo; e noi da che parte stiamo? O i poveri devono essere destinati ai redditi di cittadinanza eterni? O a morire di stenti?

 Quella ragazza mi ha insegnato da che parte stare, appunto senza se e senza ma. Non può esistere una ragione efficientista dei ricchi che sia più importante della sopravvivenza dei più umili.

 Morale: non è che l’innovazione magari tecnologica che ci aiuterebbe a fare ed avere sempre di più in realtà è una imbecillità assoluta come la biblica Torre di Babele che per inseguire un sogno folle ha prodotto la fine di tutto?

 Probabilmente alla prossima guerra ce ne accorgeremo molto tristemente.

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