Quale è il maggior interesse di un lavoratore dipendente? Trovare un datore di lavoro ricco e dunque solido; ancora meglio sarebbe se ve ne fossero tanti in modo da poter scegliere quello più adatto specie nelle congiunture avverse.
Quindi una politica di governo e una idea di sinistra che fossero autenticamente tali, dovrebbero tendere a favorire e a difendere la formazione di una moltitudine di imprese molto solide, anche se piccole, e MAI imprese grandi che usualmente sono poche, monopoliste o oligopoliste.
Esattamente l’inverso di quel che accade da vari decenni.
Le tante imprese solide anche se piccole sono inclusive mentre le poche imprese grandi o meno grandi sono lobbiste, distruttive della concorrenza, tecnocratiche e quindi escludenti. La teoria e la prassi del futuro della classe operaia devono prendere atto di questa elementare verità e mettere la parola fine ad ogni forma di persecuzione che certi politicanti hanno voluto a danno delle imprese specie minori.
Altri politicanti di sinistra invece insistono con l’idea assolutamente balzana per la quale la proprietà privata, tanto privata non è, in quanto secondo loro deve avere un fine sociale (e non quello del profitto! ma questo lo dicono raramente in modo chiaro) e citano la Costituzione italiana che appunto così recita. Dimenticano di precisare che la nostra Costituzione conferisce alle Istituzioni il diritto di esproprio in caso di interessi collettivi (il passaggio di una strada ad es.) solo pagando la proprietà espropriata al suo prezzo di mercato; cioè questo vuole dire che la proprietà privata NON si può espropriare ma solo cambiare forma: da immobiliare (o altro) a liquida. Ma non poteva essere diversamente visto che la proprietà è diritto antichissimo già indicato nei dieci comandamenti e riconosciuto anche nel mondo animale dove le prede o comunque il cibo come gli stessi cuccioli vengono difesi appunto perché percepiti come propri.
Anche la nostra religione che si rammarica della difficoltà per i ricchi di andare nel Regno dei Cieli dichiara per bocca di un grandissimo Papa in una grandissima Enciclica, la Rerum Novarum, che la proprietà è Diritto Naturale, e quindi intangibile.
L’occasione per disquisire di questi temi e quindi di dimostrare la evidente avversione della sinistra verso gli interessi dei lavoratori e dell’intera società italiana è stato lo sciagurato documento di Ventotene che ha messo in luce la distanza siderale delle sinistre dalla realtà e della immediata necessità di costruire da zero la prima vera teoria di sinistra della storia recente. La cosa viene resa drammaticamente urgente dalla innaturale convergenza -quanto meno sospetta- delle sinistre e dei loro progetti con quelli confindustriali. Convergenza su tutti i temi che contano dall’Unione Europea alla politica del debito buono e quindi facile, dalla nazionalizzazione delle perdite e privatizzazione degli utili, dalla sicurezza sul lavoro alla immigrazione,… non v’è pezzettino della attuale “teoria” e prassi della sinistra che non sia anche confindustriale e quindi dannosa per gli interessi degli italiani e quindi dei lavoratori.
Auguriamoci che presto qualcuno del mondo del lavoro (quello dipendente ma anche di quello autonomo lasciato privo di tutto) si accorga della necessità di rivedere idee e personale della sinistra attuale che certamente ha …perso la capacità di evolversi e di autocritica lasciando l’economia priva di una componente essenziale di cui tutti abbiamo bisogno.
