Le malattie infettive emergenti sono al centro della Inf-Act Conference 2025, conferenza scientifica, che ha preso il via oggi presso la Scuola di Medicina dell’Università Federico II di Napoli con la partecipazione del ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini.
La conferenza, che si concluderà il 5 aprile, affronta un tema quanto mai attuale in considerazione dei diversi casi di italiani colpiti da malaria, ma anche in relazione al rischio di influenza aviaria, i casi segnalati di virus Oropouche, di Zika, Dengue, West Nile o come le emergenze sanitarie attuali e future, tra cui ad esempio l’antimicrobico resistenza che costituisce una preoccupazione per il sistema sanitario nazionale.
Il congresso Inf-Act 2025, organizzato dalla Fondazione Inf-Act (Hub del Partenariato Esteso Mur dedicato alle malattie infettive emergenti) dal titolo ‘A Step Ahead – Un Passo più Avanti’, sottolinea non solo quanto è stato fatto finora nell’ambito del programma di ricerca sul tema delle malattie infettive finanziato dal Pnrr, ma vuole guardare oltre e dunque a tematiche di grande rilevanza per il Paese. Si affronta il tema con un approccio moderno: «One Health, a significare che non basta il medico che curi la salute, ma bisogna curare la salute dell’ambiente affinchè il pianeta non si ammali».
L’organizzazione locale è a cura del professore Giuseppe Matarese, supportato dal coordinamento del professore Federico Forneris, presidente della Fondazione Inf-Act, e della dottoressa Federica Zacchini, project manager della Fondazione Inf-Act. La prima giornata è stata dedicata a tavole rotonde con stakeholders dalle principali realtà del mondo della ricerca, della clinica e della politica nazionale per discutere tematiche legate alla sostenibilità futura, di quanto già fatto attraverso il Pnrr, alle politiche sanitarie e all’implementazione degli approcci One Health su scala nazionale. Nelle giornate a seguire si svolgeranno sessioni scientifiche in cui saranno discussi i risultati ottenuti dalle ricerche in corso. La platea sarà composta da oltre 600 ricercatori coinvolti nelle attività del programma di ricerca Inf-Act, provenienti da 60 prestigiose istituzioni italiane di ricerca pubbliche e private. (Fonte: Ansa)
