Napoli: omicidio dell’operaio innocente Imperatore, fu camorra. Emessa condanna a 19 anni

Antimo Imperatore, 56enne operaio, fu vittima di camorra: condanna a 19 anni il killer pentito. I giudici della Quarta sezione della Corte d’Assise d’Appello hanno riformato la sentenza di primo grado ed hanno riconosciuto l’aggravante mafiosa, applicando le attenuanti per l’assassino reo confesso e poi collaboratore di giustizia, esecutore materiale del duplice omicidio di camorra in cui rimase vittima l’operaio innocente insieme all’obiettivo del raid. Imperatore fu ucciso per errore in un agguato di camorra il 20 luglio 2022 nel rione Fiat a Ponticelli, periferia Est di Napoli, nell’ambito di una faida interna al clan De Micco-De Martino.

L’uomo si trovava per lavoro in casa della vittima dell’agguato, il killer sparò ad entrambi mentre Imperatore stava montando una zanzariera. Parti civili a processo erano costituite la famiglia Imperatore con l’avvocato Alessandro Motta, insieme agli avvocati Marco Buzzo per il Comune di Napoli e Gianmario Siani per la Fondazione Polis. Il sicario si consegnò alle forze dell’ordine lo stesso giorno del duplice omicidio e confessò di essere stato lui a sparare; spiegò di aver deciso di collaborare con la giustizia per timore di ritorsioni.

«Giustizia è fatta – afferma l’avvocato – finalmente possiamo dire che Antimo Imperatore è una vittima innocente della camorra. I familiari della vittima hanno espresso massima soddisfazione: nessuno restituirà Antimo al loro affetto ma almeno potranno vantarsi che quest’uomo è morto innocentemente facendo il proprio lavoro per amore della sua famiglia e che una mano camorristica assassina lo ha strappato al loro affetto«. Dello stesso tenore le dichiarazioni rese dall’avvocato legale di una figlia della vittima: «Abbiamo sempre sostenuto che Antimo era una vittima innocente della criminalità».

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