“Lavoro sacro” è un””espressione che sottolinea l””importanza e la dignità del lavoro, considerandolo non solo una necessità economica, ma anche un valore fondamentale per la persona e la società.
Anche Papa Francesco ha spesso utilizzato questo concetto di sacralità del lavoro, sottolineando che il lavoro è parte del disegno di Dio Creatore e che dovrebbe essere considerato un dono e una responsabilità.
Lavorare è proprio della persona umana ed esprime la sua dignità di essere creata a immagine di Dio.
E perciò la gestione dell””occupazione è una grande responsabilità umana e sociale, che non può essere lasciata nelle mani di pochi o scaricata su un “mercato” divinizzato.
Anche nei Vangeli troviamo un esempio di onesto lavoratore: san Giuseppe che oltre a essere lo sposo di Maria e il padre terreno di Gesù ma è anche fabbro, falegname, carpentiere.
San Giuseppe nobilita il lavoro manuale con il quale mantiene la sua Santa Famiglia e come quei padri che insegnano il proprio lavoro ai figli, così fa anche Giuseppe con Gesù che viene appellato, in alcuni episodi dei Vangeli, come “il figlio del falegname”.
Anche nell’Antico Testamento il lavoro umile, manuale diventa nobile tanto che Dio viene spesso simboleggiato come vignaiolo, seminatore, pastore.
O ancora l’ammonimento di san Paolo nel Nuovo testamento «Chi non vuole lavorare, neppure mangi», o la regola di san Benedetto “Ora et labora”.
Quindi per la religione cristiana la dignità del lavoro umano è dovere ma, nello stesso tempo rappresenta perfezionamento dell’uomo, che così esercita il suo dominio sul Creato, prolunga l’opera del Creatore.
Il lavoro, entra nella tua vita, nella tua esistenza non solo fisica ma, soprattutto psicologica.
Avere un lavoro o non averlo.
Avere un lavoro ed essere sfruttato, mobbizzato, malretribuito.
Avere un lavoro non adeguato alla tua preparazione ed esperienza.
Avere un lavoro precario senza futuro.
Sono tutte domande la cui risposta incide fortemente su tutto il nostro essere: corpo, mente e psiche.
Esaminiamo alcuni aspetti chiave.
Dignità del lavoro:
Il lavoro conferisce dignità all””essere umano, consentendo di esprimere la propria creatività, mettere in pratica le proprie competenze e sentirsi utili alla società.
Obbligo morale:
Il lavoro dovrebbe essere un obbligo morale per ogni persona, per lo sviluppo della propria umanità e di quella del prossimo.
Valore sociale:
Il lavoro contribuisce al benessere individuale e sociale, favorendo la realizzazione personale, l””autostima e la coesione sociale.
Uso del tempo:
Il lavoro, che occupa molte ore della giornata, dovrebbe essere vissuto come un””opportunità per condividere il quotidiano, interessarsi degli altri e costruire relazioni.
Il concetto di lavoro per definizione su enciclopedie e dizionari si riferisce alle energie fisiche ed intellettuali che l””uomo mette a disposizione di altri e, si caratterizza per essere inseparabile dalle persone che lo prestano, nell’esercizio di un “mestiere”, di una “professione” o comunque di una “arte”.
Ho utilizzato le virgolette per evidenziare mestiere, professione, arte proprio per dare enfasi, significato vero a queste parole.
Risalendo all’origine della parola “lavoro” questa deriva dal latino labor che significava “pena” “sforzo” “fatica” “sofferenza” e ogni attività penosa, e corrispondeva esattamente al greco ?????.
Da questa antica radice indoeuropea deriva anche il latino labor = fatica (a sua volta, dal verbo latino labi, che significa scivolare, cadere).
Lavorare, faticare, affaticarsi, affannarsi, occuparsi, applicarsi, adoperarsi, ingegnarsi, sforzarsi, agire, operare, sgobbare, sfacchinare, sudare, svolgere un lavoro, esercitare una professione, manipolare, elaborare tutto per guadagnarsi il pane.
In definitiva esso è costituito da tutte le attività umane necessarie alla sopravvivenza, cioè alla conservazione della vita umana in un ambiente che, senza queste attività, sarebbe assai sfavorevole per l””uomo e metterebbe in crisi la sua stessa esistenza.
In definitiva il “lavoro” è l’attività umana rivolta alla produzione di un bene, di una ricchezza, o comunque a ottenere un prodotto di utilità individuale o generale, a questo punto una mia personale riflessione, vorrei conoscere quale “arte” si estrinseca in uno youtuber, in un influencer, in un tiktoker, in un venditore di proprie “azioni o immagini” su OnlyFans o anche molte categorie di artisti e personaggi dello spettacolo e del mondo dei media o dello sport in cambio forse di troppi soldi.
A me può sembrare anche offensivo ascoltare che un uomo che gioca al calcio, anche benissimo, ma che guadagna svariati milioni di euro, sta “lavorando duramente” per scoprire che poi la sua attività è allenarsi 2 o 3 ore massimo mezza giornata in palestra o sul campo erboso per 4-max 5 giorni la settimana.
Resto perplesso… questo mentre si parla di stipendi bassi del personale medico, del personale della scuola, degli operai, degli agricoltori, dei braccianti, di salario minimo…
Di retribuzioni che con l””avvento dell””Euro nel 2002 hanno visto dimezzato il loro potere di acquisto, poi però facciamo le classifiche e le statistiche, ormai è diventato quasi una moda ma, nel resto dell’Europa si fa, si dice, ci si comporta, ecc.
Nel resto dell’Europa almeno in quella dei “cosiddetti” grandi o dell’Europa nordica gli stipendi sono in media 2 o 3 volte più alti in tutte le categorie nessuna esclusa.
E resto molto perplesso, deluso perché nella nostra Costituzione, il lavoro è indicato come fondamento della repubblica democratica.
Buona riflessione.
