Blackout tecnologico

Abbiamo assistito in diretta al blackout di intere nazioni piombate per questo nel caos più inestricabile. Dapprima si è gridato al sabotaggio tecnologico meglio noto come attacco hacker. Poi si è detto che invece si trattava di un incidente fortuito. Poi altro… Noi sappiamo che la informazione -cominciando da quella ufficiale- non informa in modo credibile ormai da decenni e quindi istintivamente dubitiamo di quello che ci dicono. Questo caso ci conferma che indubbiamente basta un nonnulla per mandare una rete elettrica plurinazionale nel caos. Sono reti elettriche “avanzate” con tanto di centrali nucleari anch’esse andate in blocco come accade ai nostri elettrodomestici quando qualcosa non va. Schiere di “tecnici” esperti, ingegneri super preparati che cadono miseramente come è caduto a Genova un super ponte progettato da un super ingegnere degli scorsi decenni.

A conferma della importanza dell’ energia elettrica è stato bloccato anche il sistema dei pagamenti elettronici provando al di là di ogni ragionevole dubbio che il pagamento per contanti è senza dubbi il sistema di pagamento più sicuro, efficiente, economico e quindi moderno e sostenibile.

Ci dicevano anche che il futuro e il progresso (due termini pericolosamente utilizzati indifferentemente) non era nel petrolio o carbone o altro ma nell’elettricità e vi ci siamo gettati a capofitto; ma oggi scopriamo che un piccolo incidente casuale o un sabotaggio in un punto preciso o uno scherzo climatico… sono tutti ampiamente in grado di mandare tutto in tilt!

 Inoltre, fidandosi dell’infallibilità della tecnologia moderna,  i nostri politicanti europei preda della solita mania di grandezza hanno portato alla creazione di innaturali concentrazioni di potere tecnico e finanziario in poche mani; un po’ come pensava di fare il fascismo (quello vero; quello del “nulla fuori dallo stato, niente contro lo stato, tutto nello stato”) anche se quelle mani sono oggi formalmente o apparentemente private- creando così i presupposti per una grande gracilità del sistema. Ancor peggio è da attendersi dalla introduzione di una intelligenza artificiale a sovraintendere a tutto questo.

 Inoltre si scopre quello che tutti sapevamo e cioè che l’energia elettrica è un bene essenziale come l’acqua e il pane e quindi deve essere prodotto, distribuito ed erogato o in regime di concorrenza perfetta da milioni di aziende come accade ancora per gli alimenti (il pane) o in regime di monopolio governato dalle pubbliche Istituzioni. Il primo sistema -come si può vedere in ogni parte del mondo- garantisce copiosità di offerta e moderazione dei prezzi mentre il secondo regime non è esente da problemi; è cioè esoso e eroga servizi scadenti. Cosa vera per ogni bene anche essenziale laddove servizi e beni di prima necessità andrebbero garantiti a prezzi bassi, assenza di fiscalità, offerta in grandi quantità ed elevata qualità.

 Come mai nessun commentatore si è accorto di questa disfunzione? Come mai nessuno immagina lo spezzettamento dei settori come quello energetico o bancario in migliaia di imprese private in concorrenza tra loro? Come mai si insiste nella equazione grande=efficiente=progresso=futuro che non è vera affatto? Per lor signori va tutto bene così? Come mai anche nell’alimentare si tende alla concentrazione di produzioni e distribuzioni peggiorando visibilmente servizio e costi?

Il recente blackout ci ricorda che serve raddrizzare la rotta. Diversamente il crollo generale del sistema non ti avvisa prima::  accade e poi te ne accorgi!!!

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