Mamma: può dare ancora un senso alla nostra vita?

Nel mondo si sta cercando di rubare, di deturpare, di deformare uno dei ruoli basilari, imprescindibili fondamentali della donna “madre” e in parte anche dell’uomo “padre”.

Una ideologia, una visione della vita, della politica e della giustizia, mascherata come inclusiva o della non discriminazione sta cercando di sostituire i ruoli primari, essenziali sulla base dei quali si è costituta tutta l’umanità.

Tutto e solo per andare incontro ad una minoranza e a favore di chi vuole inserire asterischi, schwa, genitore 1 e genitore 2, al posto dei generi, tutto frutto un ideologia gender estremista e fondamentalista.

Un mondo che è passato rapidamente dalla giustificabile, spesso indispensabile fecondazione assistita, alla maternità surrogata, all’utero in affitto o addirittura a laboratori che lavorano alla “clonazione” per ricreare manipolando in laboratorio la Vita.

Queste procreazioni “on demand” fatte se hai i soldi, scegliendo attraverso una agenzia, da un catalogo, un book fotografico, tipo Amazon non hanno nulla a che fare con il ruolo di madre e di padre di famiglia.

Un qualcosa di poco naturale, anzi di progettato, costruito, che a mio semplice e personale parere sono paragonabili a miti detestabili e razzisti come quello legato alla razza ariana.

Non secondario il fatto che il nascituro già quasi Persona dallo stato di “embrione” o ancora di più di “feto”, che studi affermano già in possesso della capacità di sognare, è vissuto solo un oggetto di desiderio, come può essere un oggetto, seppur prezioso, o un cucciolo da compagnia, un qualcosa che serve esclusivamente per riempire un tuo vuoto una tua carenza psicologica, mentale.

Sarebbe invece giusto, doveroso dare significato, dignità e diritti all’embrione e al feto quale Persona come è altresì appropriato, necessario, giusto soffermarsi e ricordarsi e non solo in questo giorno, della MAMMA per accumunarsi alla sua festa.

Non per unirsi e dare maggiore credito al business commerciale o al coro delle voci ipocrite, ma per analizzare i significati principali, anche i più nascosti, del ruolo che la madre assume in tutti noi.

Ruolo che proprio i recenti avvenimenti tentano di espropriare, di impoverire relegando la donna a ruolo di semplice contenitore, di incubatrice passiva con tutto quello che può significare, cioè, perdere il fascino di creare, l’emozione di dare Vita e contemporaneamente di arricchirla, donando a questa tutta la propria storia e cultura, tutto il proprio bagaglio di affetti e di emozioni.

Ed è proprio di questa eredità che voglio parlare, di come dal rapporto che intercorre tra mamma e bambino può dipendere il presente ed il futuro di quest’ultimo, come afferma lo psicanalista Franco Fornari: “A mia madre che ha dato definitivamente significato di bene e di male a tutta la mia vita”.

D’altronde è vero che il bambino intrattiene con la figura materna un vero rapporto con tutti i sentimenti e le emozioni che ne scaturiscono.

Quindi, se queste emozioni sono gradevoli, appaganti, i sentimenti che ne deriveranno porteranno il bambino a porsi in relazione con la realtà, con il mondo circostante, in maniera positiva.

Diversamente sarà se il bambino frustrato in questo rapporto primario, non riuscirà a trovare in sé stesso la forza, la capacità di ribaltare il concetto formatosi in lui sulla base delle non conferme ricevute, della distrazione, della anaffettività con cui sarà stato accolto.

Ma ancora: Melania Klein, Donald Winnicott ci dicono che TUTTO avviene lì nei primi momenti, nel primo anno di vita dove per il bambino la MAMMA è TUTTO.

Questo bagaglio positivo o negativo, “informazione genetica” per gli scienziati o “imprinting” per gli psicologi, sarà un elemento fortemente condizionante della vita stessa del bambino prima e dell’uomo domani e non solo in relazione con sé stesso ma, anche in rapporto con tutta la società.

Quindi una madre che sia sempre più responsabile nei confronti non solo del proprio figlio ma, seppure indirettamente, di tutta la comunità?

Solo così, curando l’aspetto prospettico del proprio bambino potrà non vedere inutili i suoi “sacrifici” ma, anzi scorgere la gratificazione dei successi che lui personalmente sarà in grado di raggiungere.

Solo così, migliorando contemporaneamente tutta la società potrà non vivere nel rimpianto o nel timore di averlo abbandonato in un mondo cattivo, proiezione anche della propria insoddisfazione, ma anzi, godere della soddisfazione di averlo fatto crescere in una società migliore, evoluta, dove abbia veramente significato vivere, creare, allevare e far crescere nuovi bambini.

È fondamentale, pertanto, non limitare la funzione della donna “madre” ma, rivalutarla e rivestirla di maggiore importanza e rilevanza.

Così il compito non sarà quello frustrante, passivo, quasi quello di una bambola matrioska ma, quello che la rende soggetto attivo, interprete principale e fondamentale sin dal primo istante del concepimento, donando e donandosi amore, affetto, calore e tenerezza unitamente alla sua storia concreta, fatta anche di geni e catene del DNA.

Buona riflessione e auguri a tutte le mamme.

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo