Nel seminario dello Svimar del Cilento, le osservazioni della Confimi industrie Bari, Bat e Foggia

Il passato nove maggio nella fantastica cornice del Cilento, precisamente nella “tenuta d’Arienzo agri Hotel Cilento” a San mauro la Bruca (di cui mai avremmo saputo l’esistenza e apprezzato la struggente bellezza) si è tenuto un seminario organizzato dalla Svimar con passione e competenza non comuni in una struttura turistica di primissimo livello, tra sindaci, assessori, presidenti, economisti, giornalisti… sulla questione dello spopolamento delle aree interne. E quindi sulla denatalità.

Il luogo è stato quanto meno emblematico. Il parco nazionale del Cilento intende tutelare in forza di una legge costitutiva del parco la sua Immacolata naturalità. La politica e i partiti da decenni semplicemente e per questa ragione…non fanno nulla. Ciò significa che per legge le cose devono rimanere come erano (e sono) e quindi la gente va via e certamente ha gravi dubbi della opportunità di procreare. 

Alle numerose richieste di interventi intesi a richiedere di edificare infrastrutture, il presidente del Consiglio regionale lucano Pittella ha suggerito di riunire una decina di proposte che comportino una spesa di duecento milioni e portarle alle regioni Lucana e Campana per i cui bilanci non sono rilevanti. 

Il nostro direttore editoriale intervenuto in rappresentanza della Confimi industrie Bari, Bat, Foggia ha segnalato tre cose: a) non è accettabile che nei parchi nazionali che per legge hanno potenzialità di sviluppo e quindi di reddito molto limitate debba essere in vigore lo stesso regime fiscale pensato per super ricchi e super evasori. Quindi i parchi nazionali come le aree con le stesse caratteristiche (le isole minori, la Lucania, il Molise, la Calabria, la provincia di Foggia, e altri) hanno il diritto di subire una fiscalità diversa e semplificata. b) serve IMMEDIATAMENTE l’avvio di un sistema bancario meridionale con sportelli diffusi e con una “filosofia” specifica per queste aree. Dopo lo scippo del banco di napoli e la non ancora risolta questione della popolare di Bari è necessario che i sindaci e le istituzioni meridionali si facciano parte attiva in questo progetto che va avviato ispirato e difeso dagli appetiti che hanno portato alla distruzione dei sistema creditizio meridionale. c) serve IMMEDIATAMENTE creare un supporto economico alle future mamme italiane a cominciare da quelle residenti nei parchi nazionali e nelle aree consimili che dia loro CERTEZZE economiche per il futuro loro e del nascituro. Un titolo garantito dalle istituzioni pubbliche di centomila euro liberamente scambiabile e scadente alla maggior età del bimbo risolverebbe ogni questione materiale che annichilisce ogni intento procreativo, senza avere costi immediati per l’erario.

V’è stato un consenso entusiasta per l’intera iniziativa e per queste idee e quindi si pongono le basi per un futuro non più questuante per i sindaci e le istituzioni meridionali ma fortemente e arditamente proiettate verso un ruolo da protagonisti e non più da gregari di chicchessia.

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