Disarmare le parole

“Parlare a nuora perché suocera intenda” o “parlare a suocera perché nuora intenda” sono le due versioni di una locuzione proverbiale italiana, non attribuita ad alcun autore specifico ma idiomaticamente molto diffusa nella nostra lingua .

Suocera e nuora c’entrano ben poco: il motto esprime l’intenzione di una persona di rivolgersi a una persona con la riserva mentale che a capire il messaggio insito nelle  sue parole possa essere un’altra.

La vera destinataria del suo discorso è, per così dire, “altrove”. Ieri abbiamo avuto un esempio chiarissimo di applicazione del proverbio.

Papa Prevost, dimostrando di essere un  buon diplomatico, anziché invitare Capi di Stato, Capi di Governo, Alte Autorità variamente paludate, Leader politici del mondo Occidentale  ad astenersi dal  pronunciare  ingiurie da trivio (assassino, macellaio e così via), diffamazioni pubbliche con attribuzione di fatti delittuosi, assolutamente non provati e contraddetti da affermazioni di netto,contrario segno e, sul piano della diatriba verbale,  da reazioni molto controllate e civili da parte dell’avversario offeso,  si è rivolto ai giornalisti italiani (ma anche stranieri come rappresentanti della stampa e delle televisioni di altri Paesi ) invitandoli a “disarmare le parole”,  implicitamente attribuendo ad esse una pericolosità per la pace e considerandole  fomentatrici di guerra come “armi improprie”. 

Il riferimento a Putin, ripetutamente e sorprendentemente ingiuriato anche in alto loco (eppure  sempre compassato, corretto e alieno da controffensive di pari sguaiatezza lessicale),  nonché alla forsennata produzione di epiteti infamanti da parte degli Occidentali della parte europea (quella generatrice di ben due conflitti divenuti mondiali) pur se mai espresso è di agevole individuazione.

Il rischio per il neo eletto Pontefice è che la sua voce, essendo meno semplice, meno diretta e meno inequivocabile delle “esternazioni” del suo predecessore, sia lasciata ancor più cadere nel vuoto.  

E’ ben difficile, infatti,  che “l’esercito” italiano ed europeo degli aggressori verbali, in servizio permanente effettivo agli ordini del Partito Democratico Statunitense, sconfitto sonoramente Oltreoceano ma in “dorato esilio” nel vecchio Continente, non declini, con l’ipocrisia ben nota al nostro parallelo, di fatto e senza replicare,  l’invito accorato del Pontefice (facendosi, con lo stesso scherno,  la domanda di Hitler: Quante divisioni corazzate ha il Vaticano?)

Se così non fosse, molti giornali italiani e tutte le reti televisive del “Bel Paese” non saprebbero dove versare tutte le botti di veleno ricevute da Oltre Atlantico dagli orfani di Joe Biden, di Barack Obama e di quel che resta dei Clinton. 

Molti “maghi” e poche “maghe”delle cosiddette “quattro chiacchiere” altamente infamanti dei talk show serali e pomeridiani rischierebbero di perdere il posto, considerato che i loro padroni, anche se non di sinistra dichiarata, sono tutti anti-Putiniani, per un verso , in misura minima: stupidamente ideologico,  o per l’altro ,in misura prevalente, interessato e considerato conveniente.

A me, personalmente, laico da  sempre,l’invito erga omnes del Papa è parso oltremodo giusto, condivisibile  ed opportuno. E ciò, oltre che per il bene di un’umanità che sembra essersi abbandonata a un irreversibile cupio dissolvi, anche sotto un profilo più strettamente egoistico e individuale.

Ritengo di essere  una persona amante della verità e del tutto  priva di cattiveria innata e indomabile. Posso dire cose “scomode” sul piano religioso o  ideologico ma non sono mai indotto al rancore personale. 

Pur costretto dai talk-show di quasi tutte le radio televisioni italiane (comprese quelle del defunto Cavaliere, dopo essere passate ad altre mani) ad ascoltare ogni sera farneticazioni di vecchi ruderi del giornalismo italiano o straniero, esperti del nulla (perché a “tutto chiamati e a nulla eletti” secondo un’espressione di Benedetto Croce), le pretese “lezioni” di pensionati della politica, con colpe passate mai perdonate dalle persone per bene,  le sempiterne e immutabili “verità” dei rappresentanti del mondo accademico (impediti dal giuramento in verba magistri a cambiare idea) e, dulcis in fundo, i volti inutilmente sorridenti di dive giulive del mondo dello spettacolo…e ciò solo e sempre  per sentir pronunciare “inappellabili condanne”  contro un preteso, redivivo “Zar di tutte Russie”, pronto a pretendere territori del nostro Bello Stivale. E ciò, secondo tali “profeti di sventure”,  dopo i saccheggi effettuati non dai lontanissimi Russi ma dai vicini  Francesi, Inglesi e Serbi di Tito.

Non c’è nessuno che sposi le tesi  delle poche voci fuori dal Coro che raccontino una verità diversa, che ha avuto l’avallo del neo eletto Presidente Americano Repubblicano eletto dal popolo d’Oltreoceano, perché stanco di assistere a guerre ripetute (volute da Presidenti soprattutto Democratici)  in tutto il mondo per istigazioni e suggerimenti  di spie, generali e costruttori  di armi .

In modo meno esplicito e particolareggiato, anche il defunto Pontefice si era espresso in tal senso.

In altreparole, nessuno ripete la tesi che a scatenare la guerrra russo-ucraina è stato il timore di Putin di veder rinascere, dopo la seconda guerra mondiale (in cui ben ventisette milioni di Russi avevano trovato la morte per liberare l’Europa e l’Occidente dalle milizie di Hitler) un Paese nazista ai suoi confini agli ordini di un comico da avanspettacolo finanziato da Biden e dal Partito Democratico statunitense caduto nelle mani di Barack Obama (che, detto per  inciso, per detenere il primato delle guerre iniziate nel corso del suo mandato presidenziale -tre- ha ottenuto dalla sinistrorsa e tradizionalmente anti-russa Svezia il premio Nobel per la Pace!

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