Con un tasso medio di occupazione delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere nel 2024 del 67,7%, in crescita di 16,7 punti percentuale rispetto all’anno precedente, la Campania si conferma una delle regioni meglio performanti d’Italia per il turismo.
Le destinazioni più gettonate risultano essere Napoli, Pompei, la costiera amalfitana, la penisola sorrentina, Capri e il Cilento, con oltre 20,5 milioni di presenze, con un tasso medio di soddisfazione pari a 8.2 su 10, uguale alla media nazionale.
È quanto venuto fuori al museo nazionale ferroviario di Pietrarsa in occasione del convegno “Destinazione turismo-Speciale Campania” organizzato da Aiav (associazione italiana agenti di viaggio). Istituzioni, operatori e stakeholder si sono confrontati sui risultati della stagione 2024, sulle attività in corso e sulle strategie che orienteranno il 2026. L’appuntamento di Portici segue di qualche settimana la seconda edizione dell’omonimo convegno dedicato alla Regione Piemonte. Sulla base delle indagini attivate da Isnart (istituto nazionale ricerche turistiche) per Unioncamere Campania è stato possibile tracciare il profilo sociodemografico del turista che sceglie la regione e fornire dati interessanti agli operatori presenti, allo scopo di delineare meglio le strategie operative per la stagione in corso e per il prossimo anno.
In apertura dei lavori, Carmine Fragliasso, delegato regionale Aiav, ha dichiarato che “la nostra associazione di categoria si rivolge innanzitutto agli operatori del turismo organizzato: agenzie di viaggio e tour operator giocano un ruolo centrale nell’accoglienza turistica, ma per essere realmente efficaci hanno bisogno di dati affidabili e di un canale diretto di comunicazione con le istituzioni”.
“Il 2024 ha confermato la forza del turismo campano – gli ha fatto eco l’assessore al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci – ma il nostro impegno va oltre i numeri. Guardiamo ad un turismo trasformativo, sostenibile e capace di valorizzare anche le aree interne, favorendo la delocalizzazione e la destagionalizzazione dei flussi. L’obiettivo è di condividere una visione strategica di lungo periodo, capace di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della regione e consolidare un modello di sviluppo turistico autentico, sostenibile e competitivo”.
Sulla base delle indagini attivate per Unioncamere Campania attraverso l’osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di Commercio, è stato possibile tracciare il profilo sociodemografico del turista che sceglie la Campania: si tratta per la maggior parte di Millennials (pari al 43,7% dei visitatori, rispetto al 38,5% della media italiana), altamente istruiti (laureato quasi un turista su due) e con un buon reddito (fascia almeno medio-alta nel 35% dei casi). Non sorprende che i livelli di spesa si attestino sopra la media nazionale sia per l’alloggio (spesa media pro capite di 84 euro per gli italiani e di 100 euro per gli stranieri, contro una media rispettivamente di 72 e 80 euro) sia per le altre spese (spesa media pro capite di 133 euro per gli italiani e di 166 euro per gli stranieri, contro una media rispettivamente di 99 e 113 euro). Tra le motivazioni principali della visita, la natura, citata nel 40,9% dei casi, seguita da patrimonio culturale (37,9%), benessere (31,6%) e sport (20,7%); per quanto concerne le attività svolte dai turisti in regione, ai primi posti si collocano escursioni e gite (48%), mare (42%), eventi (29,6%), visite a musei, mostre e siti archeologici (27%) e sport (20,5%). (ansa)
