L’entusiasmo calcistico suscitato fra i napoletani e in tutta Italia non è nuovo come nuovo non è per Napoli portare a casa lo scudetto…. ma sono attimi in cui sembra che i napoletani comincino a credere che il Presidente della loro squadra possa e sappia porre rimedio anche ad altro. Non è l’onnipotenza che gli si attribuisce ma è facile credere a quello che si vorrebbe fosse… e quindi.. Peraltro non è stato proprio il calcio e il tifo travolgente dei suoi tifosi ad indurre Berlusconi a “scendere in campo” per fermare le orde comuniste magari sistemando anche qualche questione di famiglia che stava in attesa di risposte? E non è vero che la seconda Repubblica da lui avviata non è stata altro che un approfondimento della dittatura del nordismo sul resto d’Italia? è o no quella l’idea di politica che ha trasformato i Palazzi nel porto sicuro per le grandi imprese perennemente questuanti? è o no l’idea nordista quella che ha reso irreversibile la progressiva desertificazione economica e anagrafica di tre quarti d’Italia? è o no il mondialismo grandindustriale, bancario e finanziario che ha imperato grazie al duo Prodi-Berlusconi a indurre i giovani più promettenti ad andar via per far posto alle masse di disperati di ogni provenienza?
Se i nordici hanno potuto tanto nel male qualcuno dei nostri potrebbe fare qualcosa nel bene di tutti. Questi retropensieri si annidano nelle menti dei festanti… e qualcuno ne parla.
Se de Laurentiis sapesse più in dettaglio delle potenzialità economiche culturali e politiche di Napoli e di tutto il Sud forse ci penserebbe. Se de Laurentiis pensasse meglio a come ci hanno tolto il Banco di Napoli, la barese BNA, la Banca popolare di Bari, il petrolio, energia solare e eolica … forse sì farebbe prendere da incontenibile ardimento. Se de Laurentiis sapesse dei mille imbroglietti più o meno nascosti che hanno trasformato il Sud in una colonia dove puoi prendere tutto: manodopera, risparmi, tasse, energia, materie prime alimentari…, forse romperebbe ogni indugio e programmerebbe un ben più travolgente campionato non calcistico ma politico elettorale.
Certamente nei retropensieri dei festanti partenopei moltissimi -se non tutti- stanno già facendo da tempo un pensierino ad una discesa nell’ arena politica della guida non solo finanziaria del mitico Napoli del pallone. Peraltro il fallimento planetario delle sinistre Dem non ha ancora trovato una destra capace di capire quale sia la via italiana al futuro nostro e del Mediterraneo. La maggioranza degli italiani non trova ancora nessuno degno del suo voto. Nè il Sud si sente rappresentato da nessuno. Siamo financo stati invischiati inconsapevolmente in più di una guerra -peraltro evidentemente inestricabili- senza una ragione apparente. Cioè altri, nell’oscurità, decidono per noi inducendoci a spendere soldi che non abbiamo per interessi sconosciuti alle opinioni pubbliche. Serve dribblare tutto questo per aprire un periodo di sole. Serve un meridionale verace non assoldato dalle mega organizzazioni nordiche che prenda il timone della nostra politica.
Questo è il punto: i nordici non hanno limiti al proprio appetito ed ambizione; il meridionale si schiva anche quando gli si offre, e con insistenza, una nuova poltrona; lasciando tutto lo spazio agli arrampicatori sociali che occupano tutto l’occupabile. E’ colpa di quella innata signorilità umana e culturale che non ci ha permesso di avere per troppo tempo una classe dirigente all’altezza del suo ruolo e la prevalenza del nostro modo di essere, della nostra cultura verso il resto d’Italia.
Però chissà! Prima che quel mondo di economia virtuale frani, vorremmo che qualcuno dei nostri emerga -come fece Diaz nel momento peggiore dell’Italia unita- e ci porti alla vittoria contro queste forze oscure che ci condannano alla subalternità.
