Uno dei problemi funesti di questa nostra Italia, quello che genera grande confusione nella opinione pubblica e trasforma la vita democratica e civile in una palude dove si “miscuglia” di tutto e di più, è il vizio della “tracimazione dal ruolo”.
Che significa la frase “tracimazione dal ruolo”? Si usa quando qualcuno pretende di fare il mestiere di altri, che non gli compete; con l’alibi del ruolo che ricopre e con gli strumenti ad esso connessi, quasi fosse un diritto di toga da posizione. E, così, questo qualcuno si giustifica interpretando eventi, norme e leggi a proprio uso e consumo.
Allora, accade che tutti possono fare tutto, senza averne competenze e ruolo, dimenticando però, quasi sempre, il proprio, di ruolo. Chi ne paga le conseguenze è l’Opinione Pubblica, e con essa, la Società Civile che, disinformata e in altre faccende affaccendata, è sempre più confusa e frastornata. L’esempio più eclatante di questo vizio della tracimazione, lo ritroviamo nella cosiddetta “massa al soldo dello Stato”; quell’insieme, ingarbugliato e asfissiante fatto da “politica” e “burocrazia”, che è indenne da ogni richiamo disciplinare.
Eppure l’ordinamento dello Stato, che in altri contesti si chiama organizzazione, sembra chiaro.
Facciamo un esempio: quale sarebbe il ruolo di un Consiglio Comunale? Che funzioni ha il Consiglio Comunale? Quale compito e dovere gli è assegnato dagli elettori della comunità di territorio?
E’ di tutta evidenza che il non avere consapevolezza di quali siano i compiti e i ruoli di ciascun istituto crea equivoci, farraginosità e litigiosità a non finire. Allora, è doveroso che ci si debba informare.
Per una panoramica del ruolo di un Consiglio Comunale, ci riferiamo al
Dispositivo dell’art. 42 Tuel (Testo unico degli Enti Locali) e al sito “https://www.dirittoconsenso.it/”.
Ebbene, ecco una sintesi: “Il consiglio comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Ente Locale … ha competenza limitatamente a …“ e, a seguire, una serie di “attività territoriali”.
Quindi, la competenza di un Consiglio Comunale non è di carattere generale, “all over the world”, ma risulta limitata agli atti per la vita e il funzionamento del Comune.
Perché si è detto tutto questo? Perché è apparso, su Barisera del 31 maggio 2025, l’articolo “Bari: il Consiglio Comunale sospende i rapporti commerciali con lo Stato Israele”. L’articolo ci informa che il Consiglio Comunale di Bari (a seguito di una mozione, indirizzata al Governo Italiano, per il riconoscimento dello Stato di Palestina) ha approvato un ordine del giorno, proposto dal consigliere avvocato Michele Laforgia, che impone “di interrompere ogni rapporto commerciale con lo Stato di Israele sino a quando non porrà fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza”. In sostanza, si tratta di una sanzione che vieta, a Israele di Netanyahu, la partecipazione alle prossime edizioni della Fiera del Levante e dei Saloni specializzati.
La mozione accusa Israele di Netanyahu di aver disatteso l’Art. 2 dell’Accordo Euromediterraneo di Associazione tra la EU e Israele, firmato il 20 novembre 1995 e in vigore dal 1 giugno 2000. L’Accordo istituisce una “zona di libero scambio” con la usuale ed essenziale premessa (Art. 2) del rispetto dei diritti umani e dei principi democratici.
Per la cronaca, il Consiglio Comunale aveva, in precedenza, consegnato le chiavi della città a Wael Al-Dahdouh, giornalista palestinese di Al Jazeera, a Gaza City, che ha perso tutta la famiglia nei bombardamenti di Israele.
Cosa sia questo Accordo di Associazione lo abbiamo appreso dal sito https://www.eunews.it/2025/05/20/ue-accordo-associazione-israele-gaza/.
Qui si è saputo che l’Accordo è gestito da un Consiglio di Associazione, composto da membri della EU e di Israele, al quale è demandato, per competenza e ruolo, ogni indirizzo di merito e ogni decisione.
Kaja Kallas, l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, a fronte delle numerose accuse e rimostranze contro Israele, da parte di “una forte maggioranza dei Paesi membri”, ha annunciato una revisione dell’Art 2.
Ha, così, convocato il Consiglio di Associazione “per discuterne apertamente con il partner israeliano”.
La riunione si è svolta il 20 febbraio 2025 con un nulla di fatto.
Quindi, ad oggi, il Governo Italiano non ha ancora riconosciuto lo Stato della Palestina; né l’EU e i suoi membri hanno cancellato l’Accordo di Associazione.
I rapporti commerciali con Israele e l’Accordo sono, tutt’ora, regolarmente in vigore.
Ma, allora, che significato ha la mozione del Consiglio Comunale che, con l’alibi della Fiera del Levante, prevarica di fatto il ruolo e le competenze della EU e dello Stato Italiano? L’esclusione di Israele e dei suoi “complici” dalla partecipazione alla Fiera non si configura come punizione di parte e discriminazione? I membri del Consiglio sono stati, forse, eletti per assumere provvedimenti di tale portata o per gestire questioni territoriali? Il Sindaco e il Consiglio non sono, forse, Sindaco e Consiglio di tutti? Non pensano che, così deliberando, possano discriminare quei cittadini baresi che siano di diverso avviso e che non li avrebbero votati se avessero saputo delle loro intenzioni?
Queste sono le domande che ci si deve porre. Si badi bene, che il tema sollevato non è entrare nel merito della mozione; né è un goffo tentativo di limitare il diritto alle opinioni e alla libertà di espressione.
Si vuole, invece, evidenziare che la confusione dei ruoli, delle prerogative, degli spazi di responsabilità e competenza, è una arma inappropriata di lotta politica. Che sia proprio così, lo dimostra l’entrata a gamba tesa del Governatore Emiliano che invita, con una lettera a tutto il personale di Regione, ad “interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto governo (Netanyahu) e con tutti quei soggetti a esso riconducibili …”.
Ecco il vero obiettivo: una azione coordinata di propaganda politica con l’uso della Istituzione pubblica che è, però, di tutti.
Non si è di fronte alla gestione di un Ente Locale ma all’uso spregiudicato dell’immagine di questo Ente, quasi di proprietà, per una campagna politica.
E, allora, si capisce come a Magenta i docenti del liceo Bramante siano impegnati ad escludere dalle attività scolastiche i bersaglieri, onorato corpo dell’arma di fanteria dell’Esercito Italiano, perché non condividono i loro valori.
Allora, si capisce come il neo sindaco di Merano, Katharina Zeller, rifiuta di indossare la fascia tricolore e rifiuta di cantare l’inno di Mameli.
Tutta gente che sembra abbia dei “problemi di ruolo”: ruolo pubblico che, per propria dignità e rispetto dei cittadini, dovrebbero rifiutare di ricoprire.
