Il novissimo lessico internazionale

Non sarà facile rileggere il termine aggressione, con la medesima serenità semantica, sui documenti che chiudono i vertici internazionali, G20,  G7,  Nato.

Da qualche ora, la Storia del mondo, ha voltato pagina. Lo dobbiamo ammettere, a quanto dicono, c’è un nuovo principio che vanta un nome pomposo e altrettanto sfuggente: “Il diritto preventivo esistenziale di legittima difesa“.

Esattamente quello che sta esercitando Israele nei confronti dell’Iran.

Del resto, che questo diritto esista, Mosca non fa che ripetercelo dal vertice del patto Atlantico di Bucarest del 2008.

Che la Nato metta le sue basi a Kiev,  ad un tiro di schioppo dal cuore del potere Russo, equivale   al rischio che l’acerrimo nemico di Tel Aviv, si doti di armi nucleari.

In questi giorni, leggendo i commenti degli opinionisti e della stampa in generale, quanto sta avvenendo in Medio oriente non solo è comprensibile ma anche irrimediabilmente giustificabile. chi riuscirà mai a rendere accettabile  tanta incoerenza?

E in Europa? Ci affacciamo a questo teatro, ispirandoci ad un prezioso aforisma partorito da Luigi Pirandello: «C’è del comico in ogni tragedia  e del tragico in ogni comicità».

Francia e Germania in Europa sono in prima linea nella difesa del cosiddetto Paese aggredito. In MedioOriente si stanno esponendo oltremodo a fianco del Paese aggressore.

Come Pirandello ben sapeva, per i consumati attori di teatro, come per i divertenti giullari di corte, non è mai stato un problema tenere due parti in commedia…

L’opus

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