Per capire ‘La storia di Partenope’ un racconto con vignette

 Appropriarsi della storia dalla quale si proviene, recuperare la memoria, conoscere il passato di Napoli per sapere dove andare attraverso ‘persone’ – con le loro fragilità e punti di forza – più che per mezzo di ‘personaggi’, e con un linguaggio semplice arricchito con le illustrazioni.

Un libro che potrebbe essere adottato nelle scuole campane di ogni fascia di età per fermarsi a riflettere, rallentando i ritmi frenetici dell’oggi per gustare la bellezza del racconto e farla assaporare ai più giovani.

 E’ quanto è emerso nella presentazione dell’ultimo lavoro editoriale della professoressa Laura Varriale – “La storia di Partenope – Quando da sirena diventò città” (grausedizioni, illustrazioni della collega Assunta Ferrante) – svoltasi nel Maschio Angioino.

    All’incontro – promosso in collaborazione con Acli ed E-Campus – sono intervenuti, fra gli altri, la presidente del Consiglio Comunale, Enza Amato, il presidente di Acli Beni Culturali, Pasquale Gallifuoco, l’avvocato Domenico Ciruzzi, il professor Berardo Impegno (in videocollegamento), il presidente di Acli Campania, Maurizio D’Ago, il giornalista Angelo Cerulo (autore della prefazione); letture di Annalena Iannone, commento musicale di Antonio Vitale.

    Varriale e Ferrante sono docenti nelle scuole superiori. La prima di materie scientifiche, la seconda di Italiano e Storia (ha l’hobby del disegno e della fumettistica). “Il nostro tentativo – ha detto Varriale – è quello di riuscire a comunicare l’identità di un popolo e di una terra straordinaria anche attraverso curiosità e aneddoti legati ai singoli cittadini di Napoli, dalla fondazione ai giorni nostri”. Un libro che viene pubblicato, è stato sottolineato durante l’incontro, in un periodo che vede Napoli e la sua area al centro di una grande attenzione non solo da parte dei turisti ma dell’intero Paese e ciò sia dal punto di vista sportivo, per i successi della squadra di calcio, sia dal punto di vista dei progetti e delle iniziative in campo nei diversi settori con riflessi importanti sull’economia e sul tessuto sociale. Un lavoro che, è stato ancora affermato, potrebbe essere utilizzato come ‘guida alternativa’ per Napoli, frutto di un “atto di generosità” dell’autrice che ha comunicato il suo messaggio con semplicità (“un dono” è stato detto) mettendo da parte sé stessa. Ma in questa fase di rinascita della città occorre accentuare la valorizzazione dei beni culturali e della cultura in generale. E il libro si inserisce lungo questa direzione.

    Inoltre l’autrice ha affermato che conoscere una Napoli attrattrice di talenti e non patria di emigrazione segna il passo in modo decisivo verso la rinascita sottolineata da tutti gli intervenuti alla presentazione.

    La presentazione del libro “La storia di Partenope”, infine, è stata anche l’occasione per far conoscere ad un pubblico più ampio Maria Miniato, giovane artista che ha presentato alcune sue opere realizzate attraverso diverse modalità: dalla linoleografia, antica tecnica di incisione e stampa artistica diretta su cartone, a realizzazioni a matita. L’artista ha da poco cominciato la sua carriera che segue binari di originalità e creatività. La sua arte, è stato messo in evidenza nell’incontro, “è spesso caratterizzata dall’innovazione e dalla sperimentazione, ma anche dalla ricerca di un dialogo con le tradizioni artistiche del passato”. (ansa)

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