Una prima importante decisione da assumere è quella di stabilire se si vuole vivere felici perché ignoranti oppure guardare con i propri occhi una realtà fatta di inquietanti verità. Lungi dal voler essere caparbiamente menagramo, preme rispettare valori che dovrebbero appartenere alla nostra professione, essendo venuti meno i doveri spettanti ad uno Stato e ad un governo nei confronti dei propri cittadini. Confesso stupore e inquietudine nel constatare giornalmente continui eventi caratterizzati da malori e decessi improvvisi. Anche attraverso brevi contatti quotidiani emerge un grave stato di prostrazione fisica e psicologica che ha colpito buona parte delle famiglie italiane e del mondo.
Questo accade nella completa indifferenza degli organi preposti alla tutela dello Stato di salute della popolazione. Un silenzio assoluto. Un comportamento delle istituzioni che ben conosciamo attraverso le dinamiche sciorinate nel tempo. Chernobyl e tsunami successivi, sono passati, sdoganati dalla informazione ufficiale come eventi camomilla di cui non doversi preoccupare. Invece è proprio questo comportamento a preoccuparci, non poco! Perché cosi come stanno procedendo gli eventi fa molta paura il silenzio imposto a coloro che vengono pagati per informarci. Ma in tanti non lo fanno.
La cospirazione del silenzio ormai è regola e la prostrazione della popolazione è emblematica. Quante verità vengono nascoste ad una popolazione fiaccata dalle tragedie della vita? Suggerire un veloce percorso di acculturamento sarebbe una saggia decisione se per cultura si intende l’acquisizione di nozioni non apprese passivamente ma conquistate guardando con spirito critico il mondo che ci circonda. Se le tante verità negate fossero svelate ad una popolazione soggiogata dal silenzio delle menzogne, con probabilità scopriremmo l’identità dei nostri veri nemici.
Pertanto dobbiamo chiederci se sono state date delle risposte ai pochi che hanno fatto delle domande a quelli che governano. Decidere di farlo significa uscire dalle nostre caverne e comprendere quella parte della vita non fatta di ombre. Identico primato è stato raggiunto dalla Scienza e dalla Religione che fanno a gara per conservare il dominio dello scibile sottoponendo l’umanità ad un unico pensiero “statale” e beffeggiando i diversi, definiti complottisti. La conoscenza consente iniziative e libera ognuno di noi dalla sottomissione alla ignoranza. La ricerca della verità rappresenta una sfida in un contesto critico di difficile interpretazione ma è la più importante delle iniziative che ci competono. Una delle poche a sostegno di percorsi di crescita.
Perché quello che non comprendiamo è molto probabile che ci controlli! Con Cartesio dovremmo chiederci se il sentire appartiene al soggetto che sente o è una percezione trasferita?
L’ultimo omicidio raccontato dagli organi di informazione, descrive un ventunenne che dopo aver ammazzato la madre con l’accetta va in strada per raggiungere il mare! Una passeggiata per distrarsi dopo aver compiuto un gesto di cui non ricorda le motivazioni. Una tragedia fra tante giornaliere dove risalta sempre la mancanza di movente di cui si fa richiesta agli psicologi. Chi e cosa ha condizionato l’efferata azione compiuta dal giovane matricida e quella di tanti suoi simili colpiti da furie omicide e suicide, non sostenute da movente alcuno? Peggio ancora compiute per banali motivazioni? (nessuna motivazione giustifica una simile azione)
Non sarebbe inopportuno porsi alcuni interrogativi come fece Einstein quando mise in dubbio una verità scientificamente consolidata, sostenuta dal volo di un calabrone che per calcoli assunti non dovrebbe poter alzarsi in volo. Le leggi della fisica sono state violate! Il calabrone vola! Chi ha stabilito di inquinare i nostri cieli, distruggere i nostri campi, rovinare le nostre vite, negandolo o adducendo motivazioni farlocche? Perché subire passivamente queste decisioni? Siamo sicuri che la Legge di cui facciamo uso abbia tutte le chiavi per ogni serratura e non sappia che di molte serrature non conosce nemmeno l’esistenza?
Ugo Lombardi
