Storia o tifo di partito

La mia riflessione parte dal trambusto creatosi attorno ad un testo scolastico, un libro di “storia” utilizzato in alcuni licei italiani.

Erodoto, il padre della storia affermava:

“Questa è l’esposizione delle ricerche di Erodoto di Alicarnasso, perché gli eventi umani non svaniscano con il tempo e le imprese grandi e meravigliose, compiute sia dai Greci che dai barbari, non restino senza fama”.

Altri tempi …

Il nostro vocabolo “storia” come etimologia deriva dal greco antico ???????, historía, “ispezione [visiva]”, “ricerca”, “conoscenza” o ancora da “istor” (?????) “colui che ha visto” o “colui che sa”.

È una ricostruzione, una narrazione sistematica degli avvenimenti più rilevanti della vita dell’umanità.

L’insieme dei fatti, degli eventi umani considerati nella loro evoluzione nel tempo e che come tali hanno influito sull’uomo, relativamente ad un determinato periodo.

È la disciplina che si occupa dello studio del passato dell’umanità tramite l’uso delle fonti, cioè di documenti e testimonianze che possano trasmettere il sapere del passato.

Fin qui qualche definizione di storia.

Tornando al libro in questione non si tratta di un romanzo, di un saggio, di una pubblicazione, un atto di convegno, un articolo, una brochure, un volantino di partito ma, di un “testo scolastico”.

Un “libro scolastico” è un libro di testo utilizzato nelle scuole come strumento didattico per supportare l’apprendimento e l’insegnamento. 

Il testo serve come principale punto di riferimento per lo studio di una determinata materia e può essere integrato con altri materiali e risorse didattiche. 

Nel caso specifico non si tratta di un testo integrativo, o di appunti, o dispense ma, del libro di riferimento utilizzato in alcuni licei.

Ho fatto questa precisazione perché il libro testo scolastico, come tale, segue un iter di consultazione e di approvazione prima di essere adottato, e i genitori dei ragazzi si sono sobbarcati la spesa per l’acquisto dello stesso che sappiamo non è una cosa semplice per tutte le famiglie, pertanto ritengo che il corpo docente abbia interesse e sia tenuto a scegliere il massimo, offerto in qual periodo, dagli autori e dalle case editrici.

Il libro “Trame del tempo” – già il titolo può dare agio a interpretazioni – in quanto la storia non e una trama cioè solo un intrigo, un complotto o una macchinazione.

Come detto non è una edizione libera, cioè un opera in pubblico dominio ovvero non protetta da diritto d’autore e liberamente riproducibile, perché disponibile sotto licenza open source, o per scadenza dei diritti di utilizzazione economica ma, di un’opera acquistabile a circa 30 euro; il testo consigliato non è obbligatorio ma, se non adottato dallo studente può creare disparità nelle classi in cui è stato scelto.

A mio parere un docente dovrebbe offrire ai discenti tutte le informazioni possibili sui fatti, in una veste più vicina a quella di un arbitro che di un tifoso ultras di una squadra, visto che poi spetta a lui anche emettere il giudizio sul merito.

Per fare questo deve poter utilizzare uno strumento che abbia una visione dei fatti a 360° e questo supporto sia equilibrato e obiettivo, dovendo lo stesso strumento essere testo di riferimento degli studenti e consenta, nelle ore di studio personale, di poter approfondire i concetti esposti nella lezione frontale per poi farsi una propria libera interpretazione dei fatti descritti, senza instillare già elaborazioni personali precostituite.

Quel che è peggio offendendo così anche le capacità di riflessione, di ragionamento, di ponderazione dei ragazzi e privandoli di un loro preciso diritto.

Diversamente ricadremmo proprio in qualcosa di simile alle pratiche di “regime” così spesso ultimamente richiamate dagli schieramenti all’opposizione.

Cercare di inculcare, di infondere un concetto, convincere, persuadere, indottrinare è una operazione veramente, deplorevole, deprecabile, indegna, in una scuola statale libera in una repubblica democratica come l’Italia.

È mia personale e libera opinione che un libro di storia SCOLASTICO debba riferire di fatti, di avvenimenti evitando commenti strettamente personali in stile “pettegolezzo”.

Lasciando questi ultimi ai talk, ai programmi di satira, ai Crozza e Littizzetto o ai convegni di partito.

Definire “impietosi” i risultati delle elezioni del 2022 è un commento personale, che non si può di certo definire ironia, satira che comunque sarebbe fuori luogo all’interno di nozioni di storia e che insulta l’autorevolezza delle istituzioni democraticamente scelte dal popolo.

Di contro è un dato storico certo e inconvertibile che le elezioni del 2022 sono state legittime e hanno dato un risultato validato e certificato, che ha permesso la costituzione di un governo, che può non piacere o essere quello desiderato ma, che resta il risultato di una espressione democratica del popolo.

Sicuramente molto più di un governo scelto dal presidente, con tutto il doveroso rispetto per la figura istituzionale, costretto a questa scelta proprio perché l’elettorato non aveva espresso una scelta numericamente significativa maggioritaria.

Insegnare come spesso sento affermare è una “missione” ritengo che questa dovrebbe essere equilibrio e obiettività promuovendo il pensiero critico, attraverso il confronto di diverse prospettive, pertanto un libro, soprattutto di storia, non dovrebbe essere dolosamente fazioso.

Ricordo, a questo riguardo, che il mio famoso ed emblematico libro di storia “Camera Fabietti” aveva “dimenticato fatti di storia italiana” che erano sicuramente avvenuti in quanto vissuti dai miei genitori…

Mi sembra proprio il caso di affermare che sarebbe spiacevole che la “storia si ripetesse” in un periodo così orientato alla ricerca del “politicamente corretto”.

Fratelli d’Italia viene descritto come erede del fascismo ma, allora perché non parlare di una sinistra che, seppure non democraticamente eletta, ha governato per parecchie legislature e i cui numerosi partiti sono eredi e discendenti diretti del partito comunista italiano, finanziato per vari decenni dalla unione sovietica la cui drammatica storia, certamente di non democrazia e libertà, è sotto gli occhi di tutti ancora oggi.

Storia quest’ultima raccontata, in maniera unica, nei libri di Giovannino Guareschi “Don Camillo e Peppone”, a mio parere “veri” libri di storia “vera” più dell’attuale preso in considerazione.

In definitiva si potrebbe trarre un idea di una Italia perfetta fino a due anni e mezzo fa, a differenza di quella attuale dove uno stato di polizia si avvale di “misure liberticide” o mette in campo “piani di deportazione” in campi di concentramento per la gestione dei migranti al contrario dei resort CPR utilizzati in precedenza.

Sarebbe sempre e modestamente più serio, più consono riferire dei problemi legati a queste norme e alla carenza di sicurezza dei comuni cittadini.

Raccontare il perché una buona parte questi disperati, fugge dai loro paesi governati da VERI “regimi” e il dramma che li porta a compiere questa scelta spesso drammatica, gestita dalla malavita locale e internazionale e alle speculazioni che muovono questo mercato internazionale di uomini. 

È mia opinione che seppure in modalità più sottile e raffinata, adeguata ai tempi odierni, ci sia il tentativo di strumentalizzare partendo dalla parte più nobile i “giovani” delle scuole secondarie di secondo grado, ricordo io giovanissimo, in quando anche anticipatario, le prime assemblee e occupazioni gestite non da studenti dello stesso istituto ma, da individui esterni e in età sicuramente non più scolastica.

Proprio il citato calcare la mano, esprimere giudizi netti e prese di posizione a senso unico fa emergere in maniera evidente, a mio parere, la parzialità, partigianeria, settarismo, fanatismo e intolleranza di un testo che invece di comunicare orienta o almeno ci prova, 

Che può essere sicuramente un valido manifesto ideologico travestito che invece di informare, desidera creare proseliti, come un tempo, come nei regimi.

Ma, i ragazzi sono sicuramente abbastanza intelligenti da capire e decifrare la vera storia.

Anch’io in questo scritto ho espresso il mio libero pensiero, la mia opinione indipendentemente, il mio parere individuale ma, non lo propongo come libro scolastico penso che questa sia una importante e significativa differenza.

Ho letto da parte di qualcuno già il solito inflazionato slogan “giù le mani dai libri e dalla Storia” io aggiungerei “giù le mani dagli studenti”.

Buona riflessione.

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