«Oggi rispetto a prima è più importante di prima parlare di mafie e le reazioni scomposte mi hanno fatto capire che ho fatto bene a partecipare alla trasmissione».
Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri a margine di una conferenza stampa per illustrare i dettagli di un blitz anticamorra, rispondendo a chi gli ha chiesto di commentare la sua partecipazione a un programma su La7.
«Ho già partecipato a una trasmissione durata un’ora e mezzo dove commentavo i video e non capiscono qual è la differenza: forse perché in tv convinco 2 milioni di persone e non 60mila come con i libri: sono chiaro, leale e trasparente, e gradirei che lo fossero anche gli altri».
«Le critiche? mi piacciono, odio maggiordomi e lacchè, voglio gente in buona fede non polemiche strumentali: ricordo magistrati che sono andati a parlare di mafia quando la televisione era in bianco e nero e nessuno si è lamentato, io mangio pane e veleno e ho le spalle larghe», ha aggiunto Gratteri.
«Ho chiesto anche ad esperti del Csm che mi hanno detto che non c’è bisogno di autorizzazione, proprio perché è a titolo gratuito e perché non parlo di fatti specifici ma di fenomeni, non parlerò di indagini», ha detto ancora il procuratore di Napoli. Gratteri prenderà parte in autunno alla trasmissione di La7 «Lezioni di mafie», registrato nel teatro dell’università Roma Tre, rispondendo tra l’altro alle domande degli studenti.
