Nel 2023, l’imprenditore 56enne pluripregiudicato e ritenuto vicino agli ambienti del clan Crimaldi prima e del clan Avventurato dopo, sarebbe sfuggito ad un agguato di camorra. È quanto emerso nel corso delle indagini della Polizia di Stato che hanno poi portato ad una successiva attività di accertamento, condotta da personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, e che hanno consentito di sequestrare beni per 5 milioni di euro all’imprenditore delle onoranze funebri di Acerra.
Il decreto di sequestro finalizzato alla confisca di beni è stato emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, in accoglimento della proposta avanzata dal Questore di Napoli. Pacilio è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli due mesi dopo l’agguato fallito, nel novembre 2023, nell’ambito di un’inchiesta dell’antimafia: vittima di usura, secondo l’accusa avrebbe aiutato gli strozzini del clan a recuperare crediti da un altro imprenditore.
«Ma la sua – ha confermato il dirigente del Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli – è una famiglia storicamente impegnata nelle onoranze funebri. Solo il 56enne, però, nel corso degli anni è rimasto coinvolto in indagini che hanno riscontrato «la sua contiguità con gli ambienti della criminalità organizzata di Acerra».
Colpito da interdittive antimafia, avrebbe costituito un’altra società in provincia di Caserta intestata a un prestanome «grazie alla quale – ha spiegato all’Adnkronos la dottoressa Brancati – avrebbe continuato a gestire le onoranze funebri ad Acerra, nonostante la sua azienda fosse stata colpita dalle interdittive già nel 2019. Le aziende di famiglia risultavano compromesse da questo soggetto, che è stato accertato fosse anche il reale dominus, nonostante i beni personali e di famiglia fossero intestati ad altre persone».
