Factfulness: ragionare sui dati e sui fatti per conoscere la verità!

Riflettevo: ormai è una specie di epidemia, un virus non informatico che sta colpendo tutti, anche persone dotate di cultura elevata, lungi da me essere classista ma, leggo di stimati docenti, letterati, giudici, politici, giornali e media ai quali ormai è di moda aggiungersi artisti, sportivi e influencer, tutti dediti a spargere fesserie, le chiamo così per non usare un termine volgare comunque per intenderci: cavolate, boiate, sciocchezze.

Spesso non sono cretinate, pettegolezzi, anzi quasi sempre, sono cattiverie, vigliaccate, mascalzonate, azioni perfide e subdole che hanno un fine di gettare fango, alzare polvere utile solo a chi vuole nascondere la propria incapacità, inettitudine, incompetenza.

Sarà invidia, malvagità, cattiveria o tifo politico di sicuro sono colpi bassi, porcherie, tiri mancini atti a screditare chiunque non abbia le loro stesse idee, senza mettere e mettersi in discussione anzi, ritenersi sempre nel giusto, portatori di verità assolute, di dogmi inconfutabili e inattaccabili.

Non sono proprio bufale propriamente dette o quelle che vengono definite fake news, sto parlando di tutte quelle in cui c’è sempre un filo che le lega alla realtà, soltanto che abilmente si isola un immagine, una risposta o un pezzetto di discorso decontestualizzandolo e su questo si costruisce una storia popolata di astio, di pregiudizi, di preconcetti.

Fin qui relativamente tutto ok ognuno è libero di fare ciò che più gli aggrada, ciò che lo soddisfa di più, fortunatamente ci troviamo in una nazione libera e democratica, non in un regime, come vorrebbero spacciare persone che altrimenti non avrebbero la possibilità di spargere la loro biblica zizzania.

Ognuno è libero o almeno così sembra, però devi essere allineato, pensarla come loro, i detentori di verità altrimenti no, sei subito etichettato come violento, antidemocratico, dittatoriale, dispotico, totalitario, illiberale, reazionario, oppressivo non puoi discostarti dal pensiero di chi ha ragione da sempre, da chi possiede una certa cultura, o almeno così afferma, da chi è di moda e frequenta determinati ambienti e persone.

E fin qui niente di nuovo, il problema peggiore è di chi legge o fa finta di farlo, mentre in realtà al massimo guarda solo le figure o il titolo e va giù di like e commenti,  plauso e condivisione di articoli, senza sapere, conoscere e capire l’argomento ancora meno di chi ha scritto ma, solo perché l’ha detto o scritto quel Personaggio e per cui è sicuramente così, Lui dice e fa solo il giusto, non può mai essere dolosamente in errore, Lui è il Verbo.

Ovvio sto ironizzando il Verbo è tutta un altra entità, per nostra fortuna, completamente diversa da loro.

Eppure ormai è facile, proprio utilizzando gli stessi strumenti informatici ricercare tutto il filmato dell’evento, o tutto il discorso, o tutto il fatto vero, l’accadimento e non quello fatto girare, quello comunicato, quello scritto.

Adesso genericamente vengono definite fake news o meglio bufale, a proposito sapete perché proprio bufale?

Perché le bufale come i buoi hanno l’anello al naso e si fanno trascinare, portare tirate per quell’anello.

E qui ho detto già qualcosa di importante: non farsi portare dal fattore che ti tratta solo percht vuole il tuo latte e la tua carne e ti trascina dove vuole lui, attraverso l’anello che hai al naso!

Proseguendo nella similitudine noi dobbiamo abituarci a cercare il prato migliore per conto nostro, quello incontaminato, non contraffatto, non ingannevole anche se sarà più difficile e anche se questo non sarà ben visto dal resto della mandria.

Sarà perché sono sempre andato controcorrente, sono sempre stato dall’altra parte, quella scomoda, definita anche sbagliata e guardando la mia storia (anche a ragione rispetto ai loro successi, al contrario mio) il lato sul quale ci sono sempre poche persone, non c’è mai folla.

Io sono sempre stato da quella parte e come un novello san Tommaso ho cercato sempre di documentarmi, di trovare le fonti, i dati.

Adesso farsi una opinione propria, un pensiero, è diventato semplicissimo non bisogna sfogliare pesanti libri e enciclopedie, tomi costosi (almeno in questo il digitale non è stato divisivo) e per cui non abbiamo più scuse.

Adesso arrivo al tema della riflessione cosa significa “Factfulness” la traduzione in italiano è “visione basata sui fatti” o “pensiero fattuale”,  ovvero la capacità di comprendere il mondo basandosi su dati e informazioni concrete, piuttosto che su percezioni o pregiudizi. 

In pratica, “factfulness” significa: 

– Analizzare le informazioni con un approccio critico: 

– Verificare le fonti, distinguere tra fatti e opinioni di chi ce la vuole raccontare, e valutare le informazioni in modo obiettivo. 

– Riconoscere i propri pregiudizi o di chi scrive, essere consapevoli dei propri schemi mentali e di come questi possono influenzare la percezione della realtà. 

Potete facilmente immaginare chi invece addirittura è pagato o comunque ne trae un beneficio tangibile nel raccontare le cose in un certo modo cosa possa raccontarci; per lui diventa anche persino logico, umano, naturale quasi giustificato farlo, in un mondo dove umiltà e onestà intellettuale sono completamente estinte.

Di contro noi, che non abbiamo alcun interesse, dovremmo adottare un approccio sistematico, usare la forza dei fatti, basare le decisioni su dati e informazioni concrete, piuttosto che su intuizioni o emozioni. 

Dobbiamo sviluppare una consapevolezza critica, per comprendere il mondo in modo più accurato, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall’ignoranza, dalle semplificazioni, ma avvalendosi della verità e dalla chiarezza dei fatti.

Occorre ed è necessario che ciascuno di noi metta in atto una piccola, ma grande, rivoluzione del pensiero la complessità della situazione contemporanea non può, infatti, essere incasellata da inattuali e semplicistici schemi mentali maniacali e binari, tipo destra vs sinistra, comunisti vs fascisti ma, deve trovare la sua chiave di lettura in un pensiero analitico e complesso che ci spinga a concretizzare e a prendere sul serio la quotidianità gli obiettivi nazionali e internazionali.

Uscendo fuori dallo scontro frontale che stiamo vedendo non porta e conduce a nulla, utilizzando obiettività e consapevolezza anche se resta difficile perché ormai gli interessi personali prevalgono sempre e sono ovunque.

È importante che il cambiamento sia generale che venga dal basso che ci sia una alfabetizzazione che faccia comprendere che quello che viene mostrato dai media, giornali, tg, TV, segue la “teoria del nudge” della “spinta gentile” anche se talvolta non è neppure troppo gentile, cioè influenzare le decisioni delle persone in modo prevedibile, senza apparentemente limitare la loro libertà di scelta.

Come avviene questo?

Un articolo messo in prima pagina, il titolo a otto colonne o di contro la notizia in un angolino in ultima.

In pratica è come avviene al supermercato dove le cose che si vogliono vendere vengono messe all’altezza degli occhi, mentre a leggere bene le etichette e il prezzo per unità di misura, ci sono prodotti o offerte migliori sia in alto che in basso, abbastanza nascoste o poco vistose.

Si tratta di interventi sottili, chiamati appunto “nudge”, che cercano di guidare le persone verso scelte migliori per il gestore, senza imporre regole o divieti. 

Lo stesso avviene sui palinsesti o nella impaginazione dei giornali come anche in editoria e in tutti i campi, in definitiva prevale il business di qualunque tipo sia, la visibilità, la popolarità, i voti.

E quindi si può tentare di fare vedere come le cose vanno malissimo, diffondendo nell’opinione pubblica un pessimismo cosmico o che vanno troppo bene e che la situazione sia idilliaca.

La teoria del “nudge” per definizione dovrebbe mirare al benessere del pubblico ma, non sempre è così e nel nostro caso ci sarebbe da chiedersi ma, il benessere di chi?

Quali sono, in teoria o definizione, i punti chiave della teoria nudge:

– “Non coercizione” non si impongono decisioni, ma si aiuta o si tende di renderle più facili da prendere e nella direzione desiderata. 

– “Influenza sottile” sono interventi abbastanza leggeri, anche se non sempre ma, costanti che mirano a influenzare il comportamento senza che le persone, necessariamente, se ne accorgano (Gutta cavat lapidem).

– “Illusione della libertà di scelta” le persone rimangono sì libere di scegliere, anche se lo scenario, l’ambiente è stato alterato, modificato per favorire una certa opzione. 

Servono i dati, i fatti e dare solo a questi il giusto valore, scremandoli da pregiudizi e preconcetti per non essere vittime del nostro stesso pensiero, una visione obiettiva, oggettiva non più distruttiva ma costruttiva del mondo, in cui possiamo tornare a fare pace con il futuro. 

Per capire basterebbe anche solo la domanda da fare a psicologi e sociologi come mai tutti noi, siamo soliti prestare maggiore attenzione alle notizie negative che ci fanno credere che tutto stia lentamente, ma inesorabilmente, andando malissimo?

Bobby Duffy docente presso il King’s College di Londra ha scritto un testo intitolato I rischi della percezione, nel quale mostra come di frequente, proprio per ignoranza dei dati reali e

le persone abbiano una percezione errata su quasi ogni cosa su cui vengono interpellati, avendo la naturale tendenza a seguire il racconto che più si confà al personale pregresso pensiero, al proprio pre-giudizio.

Secondo Bobby Duffy e Hans Rosling (l’autore di Factfulness) è indispensabile lo smascheramento dei due principali errori che commettiamo: catastrofismo e pensiero binario.

Il catastrofismo è l’errore con il quale siamo portati a sovrastimare la portata dei fenomeni, già di loro concreti e realmente negativi e disastrosi, alcune volte dolosamente ingigantiti.

Gli psicologi e i sociologi sanno bene che tutti noi, siamo soliti prestare maggiore attenzione alle notizie negative.

Proprio per bilanciare sia le notizie che i nostri retro-pensieri, possiamo usare la forza dei fatti per capire il mondo e non lasciarci accecare dalla rabbia, dalla tristezza e dalle estreme semplificazioni. 

Dividere il mondo in categorie di opposti inconciliabili ovvero il pensiero binario è molto rischioso, non è più una logica rispecchiante la realtà, oggi siamo dinnanzi a un mondo ben più complesso di così, e non va semplificato o banalizzato ma analizzato consapevolmente e responsabilmente.

Factfulness significa anche affacciarsi coscienziosamente al pensiero critico, imparando a essere intellettualmente onesti, in pratica una palestra del pensiero.

Perciò tutti noi, partendo dalla classe docente e dal mondo della istruzione 

chiamata a insegnare ai ragazzi di oggi, dobbiamo curare la propria alfabetizzazione scientifica e nutrire una mentalità factfulness, ribaltare le idee di prendere per buono e accettare tutto; addirittura ultimamente ciò che ci viene proposto dagli algoritmi della intelligenza artificiale.

Sarebbe ancora peggio passare da fonti eventualmente inquinate da pregiudizi e preconcetti umani a quelli di una elaborazione frutto solo di un confronto materiale alfabetico oltre che dalla capacità di programmare e di autoapprendimento del sistema.

Dobbiamo insegnare a cercare le fonti a confrontarle, dobbiamo imparare a guardare ai fatti con curiosità umana.

Questo il cambiamento positivo verso il quale dobbiamo tendere, non fornire già soluzioni automatizzate o proposte faziose frutto di interpretazioni personali anche interessate.

Lasciarci stupire dal proprio personale ragionamento e pensiero, dall’analisi dei dati e dalle fonti anche se questo ci costerà più tempo e fatica ma, avremo appreso, avremo imparato, saremo diventati i soli padroni delle nostre idee.

Abbiamo tutti i mezzi e possibilità di farlo, molto più dei nostri padri e dei nostri nonni: utilizziamoli, sfruttiamoli.

Buona riflessione.

Roberto Kudlicka

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