Uccisa da una statuina, palloncini e messaggi per suo onomastico

«In questo periodo abbiamo imparato, siccome lei ci ha mandato tantissimi segni della sua presenza, che se una cosa non la vedi non è detto che non esista, quindi sicuramente Chiara è qua con noi e ci vuole vedere sorridere».

A distanza di quasi un anno dalla sua scomparsa a Napoli e in occasione del suo onomastico, la famiglia e gli amici di Chiara Jaconis hanno voluto ricordare, ieri, nel lido Malaga di Locri, la turista trentenne originaria di Padova che il 15 settembre 2024 è stata uccisa da una statuina lanciata da un balcone in via Concordia, nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli.   

A organizzare l’evento, in una località balneare che Chiara tanto amava, è stata la madre, Cristina Venturi, che rivolgendosi a tutti i presenti ha chiesto sorrisi e non lacrime: «Vi invito a vivere la vita a colori, perché questo è quello che lei ha sempre fatto», ha detto Cristina.

«Stasera le manderemo un grande abbraccio – ha detto ancora – ci sono dei palloncini, faremo un brindisi a Chiara e poi chi vuole può scrivere un messaggio, legarlo a un palloncino e poi tutti insieme in spiaggia li lanceremo in aria e questo sarà il nostro grande abbraccio per lei».

La madre di Chiara Jaconis ha voluto sottolineare che i pm stanno facendo un ottimo lavoro: «abbiamo piena fiducia e speriamo che la cosa si concluda quanto prima».

«E’ molto importante ricordare, – ha detto ancora la mamma di Chiara – perché la parola ricordare significa riportare al cuore, e il cuore è la sede della memoria, delle emozioni, è il posto dove teniamo le persone a noi più care».

Su fronte delle indagini sulla morte della turista trentenne, colpita da una statuina d’onice lanciata da un balcone ai Quartieri Spagnoli, qualche mese fa è stato individuato il responsabile: si tratta di un ragazzino di 13 anni, già noto per episodi simili che però non è imputabile. Ancora in piedi quindi il fascicolo d’indagine a carico dei genitori del tredicenne nei confronti dei quali si ipotizza l’omessa vigilanza.

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