Difficile non comprendere lo scetticismo di tanti cittadini, frastornati da notizie che ogni giorno trasmette la libera informazione. Ma quella che dovrebbe essere l’ufficialità ha perso ormai credibilità e cosi screditata come è ridotta, non viene ritenuta affidabile nemmeno da alcuni di coloro che ci lavorano, rassegnati dal dover “pallonare”.
L’ apparente mancanza di un sostegno ritenuto importante nella nostra vita quotidiana, ha creato ulteriore crisi di panico nelle menti di coloro che si nutrono di pane e tv. Si viene assaliti da un amaro senso di solitudine che rende ancora più precario l’equilibrio comportamentale. Ma viene in nostro soccorso un ancestrale sostegno da tanti dimenticato, un processo favorito dall’impegno profuso da questa falsa ufficialità. L’intuito, assopito fra il torpore di altri sensi, sostenuto da una vigorosa scrollatina, può fare capolino fra i pretendenti abituali che abitano il mondo del sentire! Creando ostacolo alla disinformazione ufficiale che ha lavorato molto bene e continua a farlo attraverso oscure trame di disordine cognitivo, sostenute dalla falsità di quanto ognuno di noi non riesce ad interpretare.
Cosa significa? Inutili elucubrazioni mentali sarebbero un tentativo se non ostacolo alla comprensione, ma una domanda che tutti dovrebbero porsi è se c’è ancora qualcuno non contagiato dalla fatuità! Un contenuto ancora integro, non inquinato da falsi obiettivi, impegnato nella ricerca di sé stesso nell’itinerario della vita. In questa analisi non poche volte escludiamo l’intervento dell’emisfero destro del nostro cervello. Ma lui è li anche per svolgere questo compito!
Spesse volte si tenta di colpire la fonte della informazione per invalidarla. Ma se manca un percorso logico qualsiasi informazione perde di credibilità e assume i contorni della illogicità quindi, inquinata dalla falsità. Ma anche screditare l’origine della notizia serve per minare la natura della informazione perché è temuta. La credibilità di una fonte è una lenta conquista affidata alla logica ma anche alla conferma di una seria diffusione di informazioni sostenute dagli obiettivi che si cerca di raggiungere.
Secondo l’Istat, l’istituto nazionale di statistica, livelli di istruzione superiore, assicurano maggiori probabilità di occupazione. Nel nostro Paese il livello di occupazione dei giovani di età compresa fra venti e trenta anni, con un livello di istruzione inferiore, è molto più basso della media europea. Identica considerazione per il tasso di occupazione dei giovani laureati di età compresa fra venti e trenta anni. Il più basso in assoluto nella media della comunità europea.
Confezionare uno studio serio, come quello appena citato, poi comunicato agli interessati, comporta: conoscenza, quindi comprensione. Non sempre la prima è seguita dalla seconda. Capire è un processo di assimilazione preceduto dal credere, pensare, sapere, conoscere. La comprensione è una proprietà non algoritmica della coscienza che esiste negli organismi viventi non nei computer. Un marchingegno che è solo la somma delle sue parti. Il nostro Paese indossa i vestiti di sperimentazione di un laboratorio socio culturale sin dagli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale.
Quanti studi possono vantare un percorso di assimilazione composto da tutti gli attributi necessari perché sia ritenuto credibile? Quante realtà ognuno di noi crede di conoscere, costruite senza alcuna interferenza esterna? La parcellizzazione delle notizie somministrata a coloro che vogliono intraprendere percorsi di crescita culturale, consente di sapere ma non di conoscere. Per capire però bisogna prima conoscere. Ma se manca una fonte credibile tutto il percorso è nullo e la realtà costruita è falsa. Chissà se abbiamo mai conosciuto quella vera!
Fino ad ora solo molte opinioni non dati certi. Molta poco credibile diffusione di pareri personali.
