Ghostare” in italiano, la etimologia: deriva dal termine inglese “ghosting”, “ghost” (fantasma), secondo l’Accademia della Crusca e Treccani significa interrompere bruscamente, senza preavviso e spiegazione ogni tipo di comunicazione e relazione con una persona, scomparendo dalla sua vita, diventando di fatto irreperibile.
Sta a indicare proprio l’atto di sparire nel nulla, senza lasciare traccia, sparire letteralmente come un fantasma che sembra non esistere più e, in pratica, chiudendo la relazione in modo implicito.
Di fatto scompare in modo speculare, anche la persona ghostata che viene cancellata, bannata, scontornata e inghiottita dal vuoto cosmico.
Il termine è spesso usato in contesti di dating e relazioni interpersonali, sia sentimentali che amicali, può riguardare anche semplici contatti sui social media ma, può riferirsi anche alla cessazione di relazioni familiari o rapporti professionali, è un comportamento che si verifica sempre più spesso, d’altronde basta andare sulle impostazioni dei canali di comunicazioni e bloccare il numero e/o il nominativo del contatto, “basta un clic”.
Il fenomeno del ghosting, e quindi dell’azione di “ghostare”, è considerato spesso una forma di comportamento evitante e poco maturo, anche se può essere motivato da diverse ragioni cercheremo di esaminare, inclusa la difficoltà di affrontare il disagio emotivo.
In pratica, implica una interruzione netta della comunicazione, si smette di rispondere a messaggi, email, chiamate e di farsi vedere sui social, scomparire ma solo per la persona
Si viene liquidati senza spiegazioni da un giorno all’altro, senza che vi sia un particolare motivo, senza che ci sia un chiarimento, un confronto.
Il termine e l’atteggiamento è diventato di uso comune, soprattutto tra i giovani ma, viene utilizzato anche quando un amico, un familiare, un collega inizia a ignorare i messaggi, o smette di uscire, di vedersi con gli altri.
Il ghosting si verifica più spesso di quanto probabilmente si pensi, specialmente con l’aumento delle app di appuntamenti, dei social media e della tecnologia generale nel mondo d’oggi.
Studi e ricerche affermano che chi l’ha subito non lo dimentica e con un’alta probabilità, diventerà a sua volta un ghoster, cioè qualcuno che impone la stessa punizione e decide di sparire: lo farà per alleviare il dolore di quella prima volta in cui ha sentito la propria autostima andare in frantumi.
Nel libro “Il fantasma è terribile, ma è contagioso” Jonathan Bazzi scrive che agirà così perché si renderà conto che è molto più facile che dare spiegazioni, lo farà perché “lo fanno anche gli altri” e in generale, quando una cosa diventa un’usanza comune, sembra di essere meno miserabile e criminale.
Per chi decide di chiudere una relazione di dileguarsi nel nulla, sparire si tratta di un modo semplice e molto rapido, che è possibile farlo con un solo clic.
Nessun dramma, nessuna lamentela, nessuna domanda a cui rispondere per giustificare il tuo comportamento e nessuna necessità di portare il peso dei sentimenti dell’altra persona.
In molti studi si può leggere che questo tipo di comportamento deriva dal tipo di relazione che si instaura con la figura di riferimento dominante, solitamente la madre, cioè da uno stile di attaccamento insicuro ed evitante.
Per John Bowlby già più di 50 anni fa, il bambino che quando chiederà aiuto non riceverà il conforto e la disponibilità della madre, ma verrà addirittura rifiutato, imparerà a costruire il proprio esperienze. contando solo su se stesso, senza il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche a livello emotivo.
Questo bambino diventerà un adulto insicuro, che vedrà le relazioni con poca fiducia e percepirà le rotture come prevedibili e inevitabili, incapace di coinvolgersi davvero per non correre il rischio di essere rifiutato e abbandonato.
In sostanza, il Ghoster che scompare non fa altro che cercare di mascherare la sua enorme fragilità, la sua incapacità di gestire il dolore proprio e quello degli altri in un circolo vizioso infinito, senza vinti né vincitori.
In sintesi, il ghosting è un modo “freddo” e silenzioso di porre fine a una relazione, lasciare qualcun altro da parte, lasciando l’altra persona che lo subisce con molte domande, un profondo senso di incertezza, di confusione e disorientamento, in preda a sentimenti di tristezza, frustrazione e senso di colpa a causa della mancanza di chiusura, del restare senza risposte inoltre non avendo modo di capire cosa sia successo o di risolvere la situazione.
Tra le ragioni per cui una persona ricorre al ghosting Ability Channel segnala che c’è la difficoltà di affrontare la fine di una relazione, a gestire il conflitto o i propri sentimenti, la mancanza di capacità comunicative.
Quindi un tipo di personalità evitante (ovviamente questa non può essere una diagnosi vera e propria) che non ha la forza per affrontare il disagio che i sentimenti possono scatenare e che si concentra solo sull’evitare il proprio disagio emotivo.
In alcuni casi può esserci anche un comportamento manipolativo o indice di tratti di personalità come narcisismo o machiavellismo, o ancora perché si apprezza, piace la sensazione di avere un certo potere sugli altri (sadismo), vivere un complesso di superiorità o credere di essere migliore dell’altra persona.
Molto raramente ci possono essere anche motivi meno negativi tipo: perché sono in un periodo di forte stress, o hanno molte cose da fare nella propria vita e sono concentrate su queste, o potrebbero isolarsi dagli altri perché si sentono depresse.
Ancora non vogliono ferire i sentimenti dell’altra persona, la paura di deluderla, di sembrare “cattivi” in tutti questi casi, anche se lo fanno con “buone” intenzioni, possono comunque creare, non commentando e chiarendo la cosa un effetto anche peggiore .
Il motivo principale per cui la persona pratica il ghosting resta la “facilità”, la strada più semplice, la persona non vuole affrontare il confronto, o una lunga conversazione difficile, o avere a che fare con i sentimenti di qualcun altro, non è più interessata a mantenere una relazione con l’altra persona e invece di dirglielo direttamente, sceglie di escludere completamente qualcuno ed evitare il tutto.
In tutti i casi il fantasma, non si preoccupa della persona, dimostra anche che molto probabilmente non è in grado di pensare alle conseguenze delle loro azioni sugli altri, la maggior parte delle volte, non pensa neppure a come farà sentire l’altro.
Non ci sono molte conseguenze per chi agisce in questo modo, non si può neanche punire chi fa ghosting.
Sebbene sia legale non voler vedere un’altra persona, in realtà il ghosting può avere conseguenze sulla salute mentale degli altri.
Recenti studi dichiarano che il ghosting provoca sulla vittima l’effetto “della persona abbandonata”, la “irreversibilità della scomparsa” ed è da considerarsi una forma di violenza psicologica e può avere un reale impatto psicologico su questa persona.
Nello stesso tempo, può ferire tanto quanto il dolore fisico, e spesso è vissuto come straziante, la ricerca ha dimostrato che il dolore fisico e quello emotivo sono sullo stesso percorso neurale e che il “rifiuto sociale” può causare lo stesso livello di dolore che una lesione può causare al corpo, questo perché vengono attivate le stesse regioni del cervello.
Quindi questo tipo di atteggiamento può finire per incidere sulla salute della persona che riceve questo disprezzo, questo rifiuto, può creare un pensiero di mancanza di valore, incidendo o comunque produrre gravi conseguenze negative sull’autostima fino a mandarla in frantumi.
Se quest’ultima era già bassa, vengono confermate le proprie previsioni negative e si ingenera ansia, autocritica, autocommiserazione e compassione ed è probabile che questo rifiuto verrà sperimentato come ancora più doloroso e potrebbe volerci più tempo per superarlo o incidere sulla capacità di affrontare nuove relazioni.
Quando investiamo emotivamente in qualcuno, qualcuno che amiamo o di cui ci fidiamo e questo si disimpegna da noi e improvvisamente sparisce, può essere difficile accettarlo e viviamo un tradimento molto profondo.
Quando si guarda indietro alla relazione e ci si chiede cosa potrebbe essere successo, potrebbe farsi avanti l’umiliazione.
Quando ci si sente umiliati, il passo successivo è, di solito, il rivolgere quei sentimenti all’interno, colpevolizzandosi e la propria sicurezza vacilla.
Nel momento in cui invece l’autostima è sana si può provare una giusta rabbia verso l’altra persona, questo soprattutto se si era davvero interessati a continuare la relazione, e non si capisce perché l’altro non ha voluto continuarla.
Il ghosting può essere difficile da elaborare, se lo hai vissuto in prima persona in quanto non viene dato alcun indizio su come reagire.
È molto probabile che si cercherà di scoprire il motivo e di capire cosa è successo, non è raro che ci si ponga domande del tipo:
“Cos’ho fatto di sbagliato?”
Essere ghostato ti fa anche mettere in discussione te stesso, ti può fare sentire in colpa o provare un senso di inadeguatezza e insicurezza.
Bisogna imparare ad accettare e rendere funzionali i sentimenti di dolore e tristezza.
Pertanto, la vittima del fantasma cercherà così di accettare il dolore e forse, ad un certo momento, quando questo sarà diventato un ricordo, troverà le parole per raccontarlo a qualcuno, anche sorridendo, come se fosse qualcosa di poco importante.
Non fa più così male.
Non parlerà della sensazione di vuoto e di perdita che ha provato quando tutto ciò è accaduto, la sensazione nota di “bicchiere infranto”.
In verità questo tipo di comportamento non è del tutto nuovo, il ghosting altro non è che il “trattamento del silenzio” in una forma più estrema, una forma di ostracismo, di messa al bando, esclusione, marginalizzazione, emarginazione, isolamento.
Cosa fare se si subisce ghosting?
Capire che il ghosting è una scelta dell’altra persona e non riflette il tuo valore per cui: non bisogna colpevolizzarsi, ma prendersi cura di sé e concentrarsi su attività che ti piacciono e che ti fanno stare bene.
Successivamente si deve agire sull’autostima per permettere a questa di crescere e rafforzarsi.
Non bisogna permettere a queste spiacevoli esperienze di privarci della costruzione e della creazione di relazioni significative con altre persone.
Il rischio è quello di tirare su barriere che ci impediscano per di avvicinarsi di nuovo ad altre persone.
Questo resta comprensibile, ma non deve essere la soluzione, può sembrare banale, ma è importante ricordare che non è colpa nostra se è successo, non sei tu il colpevole di qualcosa.
Il ghosting non deve minare la nostra dignità o il nostro diritto ad essere amati.
Bisogna tener presente che quando qualcuno ti fantasma, questi tipi di atteggiamenti sono più legati a problemi interni che alla relazione stessa.
Il tuo valore non è legato al modo in cui ti trattano gli altri, ma al modo in cui tratti te stesso.
In sintesi: Il ghosting può essere doloroso, ma non è un riflesso del tuo valore.
Buona riflessione.
