Ancora la guerra delle orecchiette

La questione delle orecchiette va avanti come una palla di neve.

Prima di tutto non posso non complimentarmi con le signore di Bari vecchia dedite a questa produzione che stanno difendendo uno spicchio di baresita dalla burocrazia imbelle e parassita. Grazie di sacrificarvi per tutti noi e la nostra identità. Tutti, commercianti e artigiani, piccole imprese familiari di ogni genere e loro associazioni dovrebbero fare fronte unico contro l’invasione dei cultori del certificato facile.

Ma il caos è grande e si corre il rischio di premiare colui che ha torto e punire chi ha ragione.

Colui che lavora è nel suo pieno diritto, senza “se” e senza “ma”. L’articolo uno (che qualche grande costituzionalista descrive come “tutta” la Costituzione) lo dice chiaramente ispirandosi al diritto di sempre e per sempre che é il diritto naturale formatosi nei millenni in tutto il mondo e non scritto da nessun grand’uomo ma forte del consenso esplicito o silente di tutti gli uomini di tutti i tempi.

Quindi non esiste nessun codice o sindaco o ministro o dittatore che possa modificare questo principio naturale. Cicerone su questo punto è molto più preciso di quanto riusciamo ad esserlo noi e dice che chi lo viola “perde la sua qualità umana”.

Quindi queste lavoratrici quando lottano contro leggi in continua modificazione e contro potenti che credono dì poter permettere di lavorare oppure no, difendono tutti. Peraltro abbiamo sentito nel passato -anche remoto- di personaggi che ritenevano di imporre il loro volere ed impedire questo o quello e abbiamo visto che fine hanno fatto.

Secondo punto. Chi lavora e lucra deve pagare le tasse. Anche questo è un principio che viene regolarmente assaltato non solo dai pagatori di tasse ma anche e soprattutto dagli stessi percettori di tasse quando saccheggiano a piene mani i tesoretti che gestiscono; ma il principio rimane fermo come una montagna: si devono pagare le tasse.

È legittimo imporre percorsi inintelligibili di dichiarazioni, versamenti, contabilità, archivi,… oltre al pagamento? No, la legge fiscale va migliorata: è doveroso solo pagare non subire migliaia di leggi fiscali l’anno..  Quindi anche per questo la resistenza delle donne di Bari vecchia è resistenza di tutti contro la illegalità dilagante della legislazione fiscale che anche a detta degli stessi politici è ingiusta e quindi dobbiamo dire con San Tommaso d’Aquino che quelle disposizioni ingiuste non possono intendersi come legge vera e propria ma come espressione della discrezione del potente di turno. Vanno semplificate.

Le orecchiette sono tradizione e quindi la loro creazione uno spettacolo ripetitivo e ripetuto acriticamente? O sono cultura ed economia e identità? Tutto dimostra in tutta evidenza che siamo nel secondo caso e la gente di tutto il mondo pur non cosciente e consapevole di essere di fronte ad un frammento vitale e vibrante e sempre uguale ma sempre diverso della nostra identità, che è la ragione del fascino della nostra Terra.,. lo contemplano ammirati; che si parli di castelli o di cattedrali, di santi o di trulli, di cibo o di canzoni, dì grandi politici martiri o di semplici pescatori di polipi siamo stati ed intendiamo rimanere impermeabili a certe lusinghe mondialiste, efficientiste, egualitariste, tecnologiche, perfette per le moltitudini degli ebeti che trovano comodo lasciare che altri pensino e decidano per loro conto.

Quindi cari tutti, assessori e barivecchiani, cuochi e vigili urbani, giornalisti e popolo del mondo delle orecchiette state calmi! le guerre non servono mai; l’adagio popolare non si sbaglia : “cambiamento non porta giovamento”!!! non serve perseguitare chi lavora ma serve ed è urgentissimo rivedere la mentalità e la legislazione che ritiene di poter imporre quello che vuole – vilmente – dopo aver isolato la vittima….nel frattempo lasciamo tutto com’è e come la gente di tutte le epoche e di tutto il mondo ha voluto che sia. Cambiamo invece le leggi volute dai pochi, -invero un po’ invasati- per ragioni inconfessabili. E’ la civiltà delle piccole imprese, dell’autoimpiego creativo che non chiede nulla, che non ha nessun diritto codificato, ma cerca di consevare la cultura dei padri e degli avi da cui dobbiamo imparare la alacrità e la modestia contro la protervia e l’arroganza dei pochi. Certo, tutto si può e si deve migliorare ma con il dialogo e la condivisione. 

E mangiatevi le orecchiette possibilmente esattamente come se le sono mangiate i vostri padri e nonni…..

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