Il Pontefice nell’Angelus dell’ultima domenica di agosto non ha parlato della Palestina, ha parlato dell’Ucraina per dire che le armi devono tacere, ha parlato anche in inglese.
Tre cose che hanno un loro significato perché riteniamo che un Papa annette ad ogni virgola un significato.
Non ha parlato della Palestina; non ha chiesto il cessate il fuoco che ha auspicato per l’Ucraina. Il cessate il fuoco ha un significato neutro se sparano tutti i contendenti ma se sta sparando uno solo, -il vincitore- chiedere di cessare di sparare significa chiedere di non vincere. È un po’ troppo. Ed è un entrare nella trattativa diplomatica con una indicazione precisa. perché? Per invitare il vincitore a non chiedere troppo? Per favorire la semi cattolica Ucraina? Anche se guidata da un ebreo probabilmente legato ai potentati ebrei? Chi lo sa, ma è un garbato tentativo di entrare nel merito della questione.
Ma se la questione avesse riguardato la Palestina e l’auspicio del cessate il fuoco fosse stato destinato ad Israele che -ci dicono ma non si sa se è vero- è quello che spara di più, anche se non ha vinto, sarebbe stato un messaggio diretto a Tel Aviv; ma non l’ha detto. Perché? va bene così? Il fatto che due popoli non cattolici e non cristiani che si contendono la nostra Terra Santa si vogliono distruggere vicendevolmente non è cosa così malvagia? specie dopo che le chiese cattoliche sono state bombardate? oppure la causa di Israele che sembra essere sostenuta dagli americani trova simpatie anche nel Papa americano? oppure ancora c’è dell’altro che non osiamo immaginare? Non si sa, e forse servirebbe che il mondo lo sapesse per esteso e non per messaggi difficili da interpretare.
Poi ha parlato inglese. La comunicazione nei tempi odierni è fondamentale. La chiesa americana a sua volta è centrale nella economia globale della politica Vaticana; inoltre il Papa è americano cosa che laggiù non deve essere passata inosservata. Andando un po’ indietro, ricordiamo che dopo Giovanni Paolo primo abbiamo avuto, inaspettato, un Papa polacco. Era una sfida se non un affronto, se non una provocazione, all’impero sovietico che reagì prontamente cercando di sparare al Papa. Era un tempo in cui era facile che financo il presidente del maggior partito italiano venisse rapito e ucciso con connivenze indicibili. Quindi tutto era possibile come anche che la scelta di quel Papa avesse goduto di simpatie interessate e non proprio religiose confessionali. Da allora il papa polacco lanciò la sua Polonia e il suo sindacato; quello successivo, tedesco, anch’egli casualmente lanciò il partito democristiano tedesco e la Merkel alla guida del suo paese ben oltre la fine prematura del suo mandato; ancora peggio è da dire del successore argentino che ospitò in Vaticano suoi conterranei dai modi un po’ coloriti, per tacere della simpatia per i comunisti, per i vaccini e per i migranti oltre ogni regola; cioè questi Papi, tutti stranieri, stranamente non hanno mosso un dito per la cattolicità italiana che è andata alla deriva.
Non solo, hanno guardato ai fatti delle Terre di origine. Non saremo noi a giudicare tali comportamenti o qualunque comportamento del Santo Padre visto anche il successo che su scala planetaria tali pontificati -pur privi di uno Stato e di un budget- hanno ottenuto. Ma il tempo passa e si fa breve e rapido: serve sapere non cosa serve a questo o a quello stato ma che direzione la cristianità e non solo gli Stati Uniti, deve prendere; per esempio: il progresso tecnologico ha mostrato oltre ogni dubbio i suoi limiti e noi -orgogliosamente gente comune- non riusciamo a guardare oltre: si fa presto a dire che il pianeta si sta consumando, ma che facciamo? smettiamo di consumare? o di progredire magari con l’ausilio di intelligenze più o meno artificiali? oppure continuiamo a credere nella tecnologia che ripulirebbe il pianeta dai disastri prodotti dalle altre tecnologie? continuando ad arricchire i ricchi? E che dire alle donne che non se la sentono di procreare? Come è possibile che si arrivi a tanta timidezza? Cosa c’è che colpisce alle fondamenta la stessa natura umana portandoci alla spontanea eutanasia collettiva? Le tremende ingiustizie che ci infligge la politica e le Istituzioni come si combattono se la democrazia è quella cosa che le ha prodotte?
Cioè attendiamo un Pontificato che alla stessa guisa di quelli italiani si facciano interpreti delle questioni di fondo della umanità. Da fuori può credersi che la Santa Sede svolga una funzione ma non è così: sarebbe una offesa alla intera civiltà cristiana; ci attendiamo invece un papato che guardi all’essenza dei fenomeni e non solo alla loro utilità e funzione per questo o quell’altra parte del mondo; e questo per promuovere l’uomo in quanto tale e non solo il povero per carità o il ricco perché sostiene la Chiesa e il suo funzionamento. A Roma quando è stata la Capitale del mondo la prima volta, anche il generale più potente chiedeva al Pontefice se partire o no. Poi quando il pontefice ha coinciso con l’Imperatore sono cominciati i guai. Il Magistero della Chiesa può anche suscitare gelosie ed interessi ma le moltitudini hanno bisogno assoluto di una guida spirituale che compatti i credenti nel seguirla ma anche i non credenti nell’avversarla.
Il futuro passa da Roma e non abbiamo il tempo di aspettare un Papa italiano per dotarci di un lume che ci aiuti e che aiuti anche e specialmente i non credenti a scrutare nel buio più pesto; e cioè in noi stessi.
