Per quanto se ne voglia dire viviamo in un mondo dove i punti di riferimento sono davvero pochi, escludendo naturalmente la mamma e il papà dunque i genitori al quadrato ovvero i nonni. Notizie quotidiane molto poco confortanti fanno vacillare le certezze fino ad arrivare in diversi casi all’isolamento sociale. Tuttavia un rimedio per raggiungere nuove vette dunque recuperare un po’ di fiducia esiste ancora, mi riferisco alla vera amicizia quella che ha superato i cardini del tempo andando ben oltre i dieci anni.
Amici si diventa non si nasce, parafrasando la maestria di un grande come Totò, per dire che questa va coltivata in molti casi messa alla prova però alla fine la ricompensa è assai bella. Rimango della convinzione che queste figure spesse volte le porga davanti il destino nelle sue bizzarre e astruse vie, facendo quasi inciampare l’individuo in un dado tratto a priori come se dalla nascita fossero state destinate a noi. Insomma tale relazione basata sul reciproco rispetto supera le barriere sociali, aiuta l’individuo nell’emancipazione in molti casi dona quel benessere che altrimenti in famiglia non c’è. Porta in alto le vette dell’umore facendo oltrepassare momenti brutti, il conforto di una persona vicina non strettamente famigliare in circostanze buie supera di gran lunga quella di un “parente.” Un amico (amica in generale prendendo come riferimento un solo sesso, mai senza tener presente e valorizzare l’altro) non deve parlare tanto oppure essere sempre disponibile, spesse volte basta quel caffè o passeggiata terapeutica. Un Sabato davanti a una pizza con loro vale più di tanti farmaci. Occorrerebbe organizzare notti bianche dell’amicizia per far raccontare storie di successo o aiuto ricevuto dalla figura non consanguinea più familiare.
Non si è vincenti solo se si hanno soldi e buon lavoro ciò accade anche tessendo ottimi rapporti con gli altri. La chiesa celebra dei sacramenti come la cresima dove una persona sceglie un’altra come riferimento importante per la vita, si potrebbe vagliare a mio parare una forma di sacramento che preveda la benedizione di amici o gruppi uniti e stimati da tempo immemore. Questo scritto non vuole assolutamente mettere in secondo piano la famiglia tanto più i parenti, ma pensateci bene: quante volte sopratutto in circostanze particolari avete raccontato fatti che mai aveste immaginato di narrare, solo agevolmente ad un amico? Direste mai certe confidenze a un famigliare? Non credo proprio.
Quindi aggiungiamo alle funzioni anche quella psicologica, l’amicizia può far vedere le cose in modo differente come un avvenire migliore, non pochi i casi di amici di banco o nella vita che frequentano l’università assieme ed ancora si spostano per lavoro allo stesso modo. Insomma chi trova un amico trova un tesoro nel vero senso della parola, tutto ciò possibilmente senza mai dimenticare se stessi.
