Sembra chiaro che in ognuna delle guerre in corso le cose andranno per le lunghe. Le guerre in passato si sono concluse secondo gli auspici di chi le ha volute quando si sono concluse presto. Se i tempi si allungano invece accadono cose imprevedibili e gli esiti si capovolgono. Possiamo dire che mentre nel breve periodo prevale la preparazione militare nel lungo prevale la forza dell’economia nel senso più ampio di questa parola.
Oggi le cose stanno prendendo una piega sempre meno prevedibile agli strateghi militari e il confronto armato dipende sempre più dalla struttura produttiva che è alle spalle dei belligeranti. Se è vero che in un giorno si lanciano mille droni (il dubbio sulla veridicità delle informazioni è d’obbligo) vuole dire che esiste una struttura produttiva e logistica capace di questo sforzo. Cioè l’economia diviene sempre più predominante nel far pendere il pendolo da una parte o dall’altra. Anche la determinazione in Israele di farla finita il più presto possibile anche a costo di una crescente impopolarità planetaria denota il timore di incappare in un qualche limite economico sempre più probabile in uno sforzo bellico più prolungato.
In questo l’Occidente specie nella sua componente europea è particolarmente vulnerabile. I mammasantissima della finanza europea e Occidentale nella loro delirante crescita economica hanno perso da tempo il rapporto con la realtà e la loro forza autoreferenziale non si distingue più dalla sua componente reale. Una finanza non più fondata su pesanti scorte di pesantissimo metallo ma su click gelosamente custoditi in un computer non si sa fino a quando riuscirà a rimanere indenne dalle ricadute devastatrici della guerra sempre più distruttiva di ricchezze e potenza. “Business as usual” oltre ad una regola di comportamento è sempre stata un auspicio per mantenere intatto il potenziale industriale. Oggi comperare titoli pubblici da stati sempre più compromessi negli sforzi bellici può portare a improvvisi crolli di credibilità senza ritorno. Non solo, ma all’interno dei ragionamenti che i generali stanno facendo tra di loro la tenuta dei mercati diviene sempre più una variabile dipendente ed azionabile per togliere ossigeno all’economia nemica. L’escalation militare cioè non può prescindere dall’arma finanziaria che può essere azionata come un devastante bombardamento specie adesso che tutte le quotazioni sono strutturalmente gonfiate e possono crollare in un baleno. E che dire delle comunicazioni via etere che possono essere inquinate da infiltrazioni nemiche? quale sistema finanziario può esistere in assenza di affidabili reti di comunicazione?
Fino a che lo sforzo economico sarà una porzione delle potenzialità dell’economia che è alle sue spalle sarà più un benefico stimolo che una zavorra. Ma appena si supererà una certa soglia l’intero sistema colerà a picco senza neanche bisogno di un “aiutino” da parte dei militari nemici.
Risultato di questa situazione è che se ne avvantaggiano quelli che sono rimasti fuori dalle guerre. Ecco come emerge prepotente la necessità assoluta di fermare le macchine belliche e come il rapporto Putin Trump (quello apparentemente emerso nell’incontro in Alaska) vada proprio in quella direzione. Il partito e l’idea della pace solo a certe condizioni è un lusso che non ci possiamo permettere.
Per dirla più prosaicamente: alcune potenze come l’Italia che mostrano i denti laddove tra debiti faraonici e denatalità, deindustrializzazione e burocrazia inefficiente che potenza credono di esibire in un confronto armato appena appena più ampio? E i mercati quanto tempo hanno bisogno per accorgersene?? I più esposti sono proprio quegli agglomerati, quelle Corporation, detti “troppo grandi per fallire” che in realtà senza i soldi del contribuente sarebbero già estinti da decenni e quindi dietro la loro prosopopea autoreferenziale sono fragilissimi.
Pace subito e rimbocchiamoci le maniche a rimettere a posto i cocci dei disastri compiuti!!! altra strategia non può esistere: già la gestione della pace è immensamente irta di trabocchetti, non conviene cercare altri problemi da aggiungere a quelli che teniamo e che nessuno ha idea di come metterci una pezza.
Canio Trione
