Mentre lo sciopero generale blocca il Paese in più di cento città italiane — da Torino a Roma passando per Bologna — trapela da fonti ben informate una notizia che, se confermata, sarebbe uno scoop clamoroso: Crosetto, la scorsa settimana, avrebbe inviato una fregata a scorta della Global Sumud Flotilla senza consultarsi né con il Governo né con il partito. Le stesse fonti sostengono che, per questo motivo, Giorgia Meloni sarebbe furiosa con il ministro della Difesa, al punto da valutare persino un suo defenestramento.
Il nodo della questione nasce da un timore espresso dalla premier: quello che poi si è puntualmente verificato. Le forze israeliane sono intervenute per fermare e arrestare la flotilla anche in acque internazionali, mettendo così alla berlina lo Stato — o gli Stati — che si erano assunti la responsabilità della sua protezione.
Ciò che ha acceso l’opinione pubblica mondiale è la constatazione che Israele, per motivi mai del tutto chiariti, riesce a fare ciò che vuole senza che nessuno intervenga per fermarlo.
Tel Aviv ha infatti intercettato una flottiglia di piccole imbarcazioni civili, con a bordo esclusivamente attivisti disarmati provenienti da 44 Paesi e derrate alimentari destinate alla popolazione di Gaza. Tutto questo in acque internazionali, a circa 70 miglia nautiche (130 km) dalla costa.
Nelle acque internazionali, però, vige la legge del Paese di bandiera della nave. Significa che, abbordando un’imbarcazione italiana, spagnola o tunisina, Israele ha compiuto un atto equiparabile a un’operazione di polizia su territorio italiano, spagnolo o tunisino, senza alcuna autorizzazione. Con un’aggravante: quelle imbarcazioni erano scortate da navi militari italiane e spagnole, con droni turchi in sorvolo, coordinati dallo stesso Ministero della Difesa italiano.
Premesso che la flotilla non era lì per compiere pirateria, traffico d’armi o terrorismo, l’operazione dei reparti speciali israeliani avrebbe dovuto svolgersi alla presenza delle forze militari italiane o spagnole. Invece si è agito come se queste non esistessero, e come se le barche fossero già entrate nel porto di Ashkelon.
E allora, vergogna per vergogna, una volta che l’Italia aveva inviato i propri militari a scortare la flottiglia, dopo l’abbordaggio avrebbe dovuto far intervenire i propri marò. Circondare i soldati israeliani e ricreare una situazione simile a quella di Sigonella, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 1985, quando Bettino Craxi ordinò ai Carabinieri del Tuscania di circondare l’aereo egiziano con a bordo i dirottatori dell’Achille Lauro, per processarli in Italia.
Allora intervennero anche gli uomini della Delta Force americana, che a loro volta circondarono i Carabinieri per estradare i terroristi negli Stati Uniti, dove uno di loro aveva ucciso un cittadino americano, Leon Klinghoffer, 69 anni, paraplegico e costretto su una sedia a rotelle. Craxi rispose con fermezza: fece circondare i militari americani da un cordone ancora più ampio della VAM, ribadendo così la sovranità italiana anche di fronte a un alleato potente.
Oggi, avendo inviato le proprie navi militari, l’Italia avrebbe dovuto fare altrettanto. A meno che non si voglia accettare il ruolo di “serva”.
È in questa prospettiva che va letto l’imbarazzo di Guido Crosetto di fronte alle accuse di Tommaso Montanari, ieri sera a Piazza Pulita su La7. Parole che hanno spinto il ministro della Difesa a collegarsi in diretta con Corrado Formigli per precisare:
«C’è una grande differenza tra la realtà che viviamo e quella che vorremmo. Io come ministro devo gestire situazioni drammatiche con un obiettivo semplice: garantire la sicurezza dei cittadini italiani. (…) Il ringraziamento che ho espresso al ministro israeliano Katz non era un giudizio su Gaza: quello l’ho già dato, e anche molto duro, nei mesi precedenti. Ho ringraziato perché questo intervento avrebbe potuto essere condotto in molti modi, e per giorni ho cercato di scongiurare quelli peggiori».
Montanari non si è accontentato e ha rincarato la dose, rivolgendosi anche al ministro degli Esteri, Antonio Tajani:
«Propaganda, propaganda di un complice del genocidio. Crosetto pochi minuti fa ha ringraziato il governo israeliano per aver usato la minor forza possibile sugli italiani. Io non ho mai visto un governo ringraziarne un altro che ha compiuto un atto illegale in acque internazionali. (…) Invece di denunciare, richiamare l’ambasciatore, protestare, che fa? Dice grazie per aver violato la legge. La difesa della patria è la difesa dei valori costituzionali. Il diritto internazionale vale sempre, non solo fino a un certo punto».
Crosetto, piccato, ha replicato:
«Non faccia finta di non capire. Le mie idee su ciò che è stato fatto da Israele sono state chiarissime. Qualsiasi cosa faccia il governo, lei la criticherebbe. Ma ciò che stiamo facendo per fermare la guerra e per portare aiuti in questi anni è secondo a nessuno in Europa».
Forse, umanamente, Crosetto ha anche ragione. Ma una cosa resta: la sensazione che il ministro si trovi nella fase del “vorrei ma non posso”. Un atteggiamento che ricorda, ironicamente, Fracchia davanti al direttore: “Com’è umano lei!”.
Sì, perché non si può ringraziare Israele solo per aver arrestato quattro parlamentari italiani senza arrivare a ucciderli, come accadde anni addietro con alcuni attivisti turchi.
Eppure la domanda che nessuno gli ha posto è quella che tutti avremmo voluto: sì, abbiamo capito che il diritto internazionale vale fino a un certo punto — specie per le superpotenze, Stati Uniti e Russia in primis. Ma ora anche Israele può permettersi di tutto? Davvero dobbiamo subire in silenzio, come se fosse inevitabile?
Perché la Russia, dal 2014 a oggi, si è vista comminare ben 18 pacchetti di sanzioni e l’esclusione delle proprie squadre da tutte le competizioni sportive, mentre contro Israele — che negli ultimi dieci anni ha perpetrato un blocco navale ingiustificato su Gaza e ha risposto in modo spropositato agli attacchi del 7 ottobre — nulla?
Voi che siete nella stanza dei bottoni e che sapete cose che noi comuni mortali ignoriamo, volete dirci una volta per tutte perché lo Stato d’Israele resta sempre impunito? Da dove trae tanto potere?
È tempo di conoscere la verità. Non trattateci come bambini creduloni a cui si può raccontare qualsiasi fesseria. Perché la verità — come disse il Vangelo — ci renderà davvero liberi.
