Una partita tutt’altro che semplice per il Napoli, che si presenta in campo orfano di Scott McTominay e di Rasmus Hojlund (entrambi in tribuna per piccoli fastidi). Gli azzurri non si snaturano e detengono il pallino del gioco, ma sbagliano parecchio. A ogni contropiede corrisponde un pericolo e uno di questi rischia di condizionare il risultato, ma Nikola Vlasic colpisce il palo. Nei momenti centrali della gara il Torino si preoccupa di contenere e limitare gli attacchi del Napoli di Antonio Conte, apparso contratto e decisamente limitato nelle soluzioni. Lorenzo Lucca finisce nella morsa della difesa eretta da Marco Baroni e il centrocampo non gira veloce come dovrebbe a causa dell’enorme densità di elementi. Gli azzurri cercano di impegnare Franco Israel ogni volta che possono, ma la manovra dal basso tanta apprezzata in altre uscite si rivela fatale contro i granata. Un disimpegno errato regala palla a Giovanni Simeone, che elude il ripiegamento difensivo dei difensori suoi ex compagni, salta anche Vanja Milinkovic-Savic e porta avanti il Torino.
La tecnica tradisce il Napoli e fa calare un velo di preoccupazione su Conte e il suo gruppo. Nella ripresa i granata optano per il contropiede, mentre gli azzurri attaccano a pieno organico. Le parate di Israel si superano di numero e qualità: la più decisiva è sul colpo di testa ravvicinato di Frank Anguissa. Nei minuti finali il Napoli sembrerebbe agguantare il pareggio con Noa Lang, ma la rete viene annullata proprio per la posizione di fuorigioco di partenza dello stesso olandese sul tiro di Matteo Politano, che colpendo il palo vizia il pareggio. Rete annullata e sconfitta per gli azzurri, che dovranno mettere da parte subito la sconfitta, visto che in settimana c’è la Champions League.
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