Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato un nuovo decreto legge che introduce ulteriori misure per la prevenzione, la formazione, la vigilanza, la cultura della sicurezza in ambito lavorativo, e ne siamo più che lieti perché la piaga delle morti sul lavoro è intollerabile.
Ma rileviamo ancora una volta, che non ci si occupi delle donne e uomini del comparto sicurezza e difesa, operatori che svolgono funzioni che comportano inevitabilmente esposizione a rischi professionali elevati, legati alle tante attività pericolose, dalle indagini, al pronto intervento e soccorso, sino all’ordine pubblico ma senza alcun riconoscimento nel quadro normativo che disciplina la sicurezza sul lavoro. La normativa che riguarda i poliziotti è ferma al D.M. 127/2019, decreto attuativo del D.Lgs. 81/08, c’è necessità di interventi specifici a cominciare dalla nomina dei datori di lavoro, che resta un nodo interpretativo irrisolto e fonte di gravi criticità organizzative e di responsabilità.
La sicurezza sul lavoro per il popolo in uniforme è una questione di dignità professionale, di giustizia contrattuale e di riconoscimento sostanziale della nostra specificità che non può essere ignorata. (Foto: Ansa)
Il Segretario Generale Siap Giuseppe Tiani
