Il gip del tribunale di Napoli ha condannato il 70enne Massaro, capo dell’omonimo clan camorristico attivo nei comuni dell’area est del Casertano (Maddaloni, Cervino, Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello), a 5 anni e mezzo di carcere al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato.
Massaro era accusato di estorsione aggravata commessa ai danni di un’impresa edile che stava realizzando, sulla base di un appalto pubblico da 4 milioni di euro, un “campus scolastico” a Santa Maria a Vico; il magistrato ha invece assolto l’altra imputata, una 64enne, compagna di Massaro, disponendone l’immediata scarcerazione.
Secondo l’accusa i due si sarebbero recati più volte sul cantiere chiedendo di avere una percentuale del 2-3% sull’importo dei lavori ed ottenendo una prima tranches nel febbraio 2025; la coppia è poi tornata prima di Pasqua al cantiere reiterando la richiesta estorsiva, ma è stata incastrata dalle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso i due mentre prendevano i soldi dalle vittime e li nascondevano.
Una ricostruzione cui il gip ha creduto solo in parte, con la condanna del capoclan e l’assoluzione per la compagna.
