La mia solita abitudine, forse un brutto vizio di riflettere dopo aver letto, visto, ascoltato opinioni, pareri, giudizi, pensieri e valutazioni sui più molteplici e variegati argomenti, mi porta a pensare come le persone, non tutte ovviamente, soffrano e sono affette di sindromi o patologie le più svariate, alcune anche rare, chi in forma lieve chi più evidenti, fortunatamente non dovute a traumi o malattie neurodegenerative, nelle quali non mi permetterei mai di parlarne o scrivere ma, semplicemente per convenienza, dolo, superficialità, ignoranza e soprattutto per quella che mi piace definire mancanza di “onestà intellettuale”.
A seconda del contesto, questi comportamenti possono essere influenzati da: pregiudizi, preconcetti, preclusioni, prevenzioni, opinioni errate o basate su dati sbagliati ma, quello che osservo soprattutto è alla base c’è la convenienza che può essere di pensiero, di concetto, di ideale ma, quasi sempre più terra terra, molto concreta economica e di potere.
Quindi osservo, come ultimamente e giustamente, si rilevano problemi reali e concreti dimenticando ciò che è stato il passato recente o anche più remoto.
Ci sono persone, anche figure importanti, politici, candidati, sindacalisti, opinionisti, storici e letterati che forse colpiti dalla sindrome della “bella addormentata” si risvegliano magicamente e guardano una realtà, la analizzano stupiti e quasi scandalizzati da ciò che emerge, realtà che, invece e purtroppo, le persone comuni, normali vivono, o sono costretti a farlo, quotidianamente e costantemente praticamente da sempre.
La sindrome della bella addormentata nella realtà esiste ed è la “sindrome di Kleine-Levin”, un disturbo neurologico raro che causa episodi di ipersonnia (sonnolenza, torpore eccessivi e prolungati) ovvio io sto ironizzando però la realtà è proprio quella che vi ho descritto.
Persone che scoprono i problemi della sanità, dell’inflazione, del lavoro, della scuola, degli stipendi e salari, della sicurezza ecc. dopo anni e decenni in cui hanno partecipato, almeno in apparenza, o per acquisizione di titolo, attivamente alla vita sociale rivestendo ruoli e responsabilità importanti, talvolta apicali e decisive.
Il risveglio dopo tutto questo tempo, finanche lustri, decenni, ovviamente comporta dei sintomi collaterali che aggravano la già precaria situazione precedente e quindi si notano alterazioni cognitive e comportamentali, confusione, disorientamento, cambiamenti nel comportamento, amnesie.
Questo non interferisce minimamente sui loro atteggiamenti, condotte e obiettivi, anzi quasi preda di un rinnovato fervore, dopo tanto riposo mentale, si impegnano, almeno in apparenza con maggiore lena ma, sempre a parole, con promesse di miglioramento esponenziali in un senso e nell’altro in critiche, accuse violente, giudizi di incapacità, dolo, complicità, corresponsabilità, favoreggiamento e collusione.
Promesse prive di ogni forma di concretezza e di esame di realtà oggettiva senza calarsi nella realtà di situazioni concrete e soprattutto bilanci, e che quindi restano pseudo voli pindarici, divagazioni e digressioni artificiose e esagerate solo nella mente di chi li espone.
Resta a chi ascolta queste bellissime e fantastiche fiabe relegarle solo al mondo favole o piuttosto delle fandonie e menzogne di incantatori e imbonitori.
Talvolta chi come me è fuori da questi ambienti, ne viene profondamente colpito in quanto i risvegli di questi individui appaiono prodigiosi, quasi miracolosi e si chiede come avranno fatto e dove o come vissuto.
Mi spiace ricordare un bellissimo film “Risvegli” del 1990, interpretato magistralmente da Robin Williams e Robert Deniro che merita la pena di vedere o rivedere ma, quella è vera drammatica realtà di una grave patologia ancora sconosciuta e inesplorata e gli attori quelli sì che sono bravi e credibili.
Nel caso della mia riflessione, invece, sono torpori di facciata, di convenienza una grave forma di ritiro e rifiuto di interagire con la realtà della gente comune e vera, per portare avanti solo la convenienza personale o di amici a scapito della comunità, tradendo aspettative e mandati.
Si in preda quasi un altra patologia “l’amnesia transitoria dissociativa”, far finta di nulla, passare su tutto come se anche tutta la gente normale, la vera popolazione si sia addormentata anche lei o meglio solo lei abbia chiuso entrambi gli occhi, e che di conseguenza loro possono continuare a fare ciò che vogliono: i fatti loro.
Cioè quello che, a mio giudizio, di persona comune ben desta, i falsi belli addormentati nel loro bosco, solo per loro, incantato, erano dediti, per l’appunto, a ciò che hanno sempre pensato e fatto: solo i loro traffici, i loro interessi, i loro brogli, le loro magagne, i loro magheggi, le proprie azioni a personale vantaggio.
Ogni altro commento è inutile!
Un noto proverbio osserva: “a buon intenditor poche parole!”
Come sempre le parole vengono scelte da chi scrive.
Il significato, il contesto, lo scenario lo interpreta, lo associa, lo sceglie chi legge.
Buona riflessione.
Roberto Kudlicka
