In un pomeriggio di riscatto il Napoli riscopre le sue paure più grandi. Gli azzurri di Antonio Conte diventano piccoli dinanzi a un Bologna concreto e in grande forma. I campioni d’Italia giocano esattamente venti minuti, il tempo necessario per illudere la tifoseria che ci possa essere una partita. Da quel momento in poi crescono i padroni di casa, nel palleggio e nelle occasioni, mentre i giocatori del Napoli faticano visibilmente a tenere il passo degli avversari. Al 50′ il muro azzurro crolla sotto il tocco di Thijs Dallinga, che batte Vanja Milinkovic-Savic e incrina in maniera netta il pomeriggio del Napoli.
Il copione della gara non cambia anche dopo il gol: la squadra di Conte non reagisce e il Bologna insiste, tanto da trovare un quarto d’ora più tardi il raddoppio con il colpo di testa di Jhon Lucumì. I padroni di casa spingono per la terza rete, senza però trovarla. La disfatta del Napoli e di Conte è sonora e sotto gli occhi di tutti. Lo stesso tecnico racconta di problemi di spogliatoio e di mancanza di entusiasmo, ancora una volta evitando di soffermarsi su quanto veramente accaduto in campo.
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