La finanza? Una grande fregatura!!

Fare banca è cosa molto complicata e significa fare gestione del rischio. Proviamo a capirci qualcosa.

Che succede e chi paga in caso di insolvenza di un mutuatario? Quando un mutuatario deve intendersi insolvente? Che si fa se un credito diventa inesigibile? Certo, non prendiamo quei soldi dai conti correnti ma dal patrimonio della banca che cosi diviene centrale nella valutazione della sua credibilità. Da qui discende tutta l’azione di una Banca!

Per esempio nell’inseguire il debitore spesso anche dopo morto, o nell’accantonamento dei profitti a garanzia dell’eventuale morosità dei debitori, o nella periodica necessita di aumentare il patrimonio della Banca con aumenti di capitale ed emissione di nuove azioni, o, ancora, nella selezione severissima dei mutuatari meritevoli di prestito….e qui viene al pettine la questione delle PMI e delle famiglie. Cosa serve a dare credibilità a questa categoria di clientela? Varie ed in continua evoluzione sono le condizioni previste ed enorme è la differenza tra il credito che il sistema economico delle PMI dovrebbe avere per la propria crescita e quello che il sistema delle banche offre. Sembra addirittura che progressivamente la categoria dei “piccoli” clienti venga messa alla porta dalle banche.

 E deve essere vero!! visto che i finanzieri internazionali che dettano le regole agli altri istituti di credito (attraverso le famigerate direttive che vanno sotto il nome di “Basilea”) hanno trovato la soluzione a questo problema! Quale? Semplice: loro prestano agli Stati che, per definizione, possono illimitatamente mettere le mani nelle tasche dei loro cittadini per pagare gli interessi sul debito pubblico. Quindi questo debito può espandersi come si vuole tanto non ha una scadenza vera ma si rinnova per sempre, indeterminatamente, e quindi basta pagare l’interesse e stiamo a posto. In questa maniera l’intera umanità lavora per pagare le tasse che servono a pagare il costo del servizio del debito e cioè ad arricchire i finanzieri internazionali che sono i veri nuovi imperatori del mondo oggi conosciuto.

Naturalmente da questo giochetto sono esclusi gli stati birichini che non hanno un merito di credito tripla A ma come è stato fatto con il Pnrr, basta far mettere la firma alla Unione europea che ha la tripla A e anche l’Italia può “vantarsi” di poter arricchire i grandi ricchi del pianeta. E le PMI? Si arrangino come possono non interessa ai Grandissimi il loro destino.. al peggio saranno sostituite dalle catene multinazionali della distribuzione, della alimentazione, dell’arredamento,…….

 Ecco spiegato il credito difficile e la perenne crescita della finanza ormai più grande degli stessi Stati e capace di usarli per i propri interessi anche buttando a mare le piccole imprese che sono le galline dalle uova d’oro che sostengono l’intera baracca finanza inclusa…

 Tutto questo come si concilia con la filosofia del rigore del senatore a vita Mario Monti? Semplicemente superata, cassata, dimenticata,… come un abito demodè; adesso è di moda il “debito buono” dell’altro Mario, il Draghi, sempre in consonanza con i potentissimi… ma questo significa che tra le due strade la meno peggio è quella del rigore? No, se il rigore si applica alle PMI e alle famiglie che sono i creatori di ricchezza e quindi pagatori netti di tasse non va bene perchè andava applicata in modo soft solo ai percettori di tasse cioè ai dipendenti pubblici.

 Ma gli Stati sanno tutto questo? No, perché gli Stati sono governati da personale percettore di tasse e quindi interessati al mantenimento dello statu quo e quindi selezionati in base alla loro fedeltà alle segreterie dei partiti e non in base ad una idea che non c’è.

 È inutile dire che questo sistema accentra ulteriormente la ricchezza ed esclude dal banchetto i non proni a questo sistema….non solo persone e imprese ma interi stati che così derivano verso la tribalità se non lo spopolamento e la estinzione…

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