Un mix di forti emozioni creato nel segno del poema biblico ‘Giuditta’ ha caratterizzato l’omaggio musicale a don Luigi Guida (1883-1951, sacerdote, pedagogo e compositore) nell’ambito del ‘Napoli Musica Sacra Festival’, svoltosi nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore.
Un omaggio per soli, coro e orchestra, diretti dal maestro Luigi Grima, che ha concluso l’incontro fra gli applausi e che era stato aperto, in un’atmosfera sempre più coinvolgente, dall’Ave Maria (coro e archi) a cui aveva fatto seguito ‘Cantata alla Vergine’ (per voce, coro e orchestra, ‘Vergine bella, che di sol vestita’ versi di Francesco Petrarca) e la ‘Invocazione alla Vergine’ (per orchestra).
Protagonisti della serata, oltre al maestro Grima (del Comitato artistico della rassegna insieme con monsignor Vincenzo De Gregorio ed il maestro Giovanni Acciaiai) l’Orchestra Discantus ed il Coro Vocalia e poi il contralto Candida Guida (Giuditta), il tenore Francesco Pittari (storico) e il baritono Antimo Dell’Omo (Ozia/Oloferne). “Il poema biblico ‘Giuditta’ – scrive Luisa Daniele, nelle note che illustrano l’opera – si ispira all’omonimo libro della Bibbia, celebrando un’eroina che salva il suo popolo con l’intelligenza, il coraggio e la fede incondizionata in Dio”. E il concerto, a partire da ‘Giuditta’ e nelle diverse parti che lo hanno composto, ha trasmesso al pubblico il ritratto di un musicista capace di fondere fede e arte, tradizione e modernità, sacralità e teatralità.
La rassegna – che si concluderà il 29 novembre nella Chiesa di Santa Maria di Montesanto – è sostenuta dal Comune e dalla Regione ed è organizzata dall’Associazione Discantus in collaborazione con l’Arcidiocesi di Napoli.
“Un festival – dice il maestro Luigi Grima – che rappresenta un viaggio nel sacro, nella memoria e nella rinascita della musica italiana. Un solo filo conduttore: la riscoperta della spiritualità musicale italiana attraverso i secoli. In particolare, la Giuditta di don Luigi Guida, opera sacra rimasta per decenni nel silenzio e finalmente restituita all’ascolto contemporaneo”.
