Agricoltura: Legambiente, 13 proposte che hanno al centro l’agroecologia

“L’agricoltura è il grande oro dell’Italia. Eppure, è sempre più a rischio e fragile, schiacciata da scelte politiche miopi e dagli effetti della crisi climatica”. È quanto denuncia Legambiente che oggi al VII Forum nazionale ‘Agroecologia Circolare’, organizzato a Roma, fa il punto sul comparto agricolo indirizzando all’Europa e all’Italia tredici proposte che hanno al centro la bussola dell’agroecologia. Nel 2024, stando ai dati Istat, l’agricoltura italiana ha conquistato il primato europeo per valore aggiunto, superando i 42 miliardi di euro (+9% rispetto al 2023). Nella Penisola cresce il biologico: stando agli ultimi dati disponibili Sinab 2024, il bio rappresenta ormai oltre il 20% della Sau nazionale, vicino al target del 25% previsto dal Green Deal europeo al 2030. Sempre più giovani decidono, inoltre, di lavorare nel comparto agricolo puntando su qualità e sostenibilità, a testimoniarlo anche gli oltre 200 Ambasciatori dell’Agroecologia, di cui 11 nel 2025, premiati in questi anni da Legambiente.

A pesare sull’agricoltura, denuncia Legambiente, “ci sono gli effetti della crisi climatica ma anche un modello di gestione intensivo e poco sostenibile”. Per l’associazione, poi, “pesano anche le scelte politiche miopi: preoccupano le recenti misure del pacchetto semplificazioni e gli indirizzi della nuova Pac che hanno come obiettivo non dichiarato l’indebolimento degli standard ambientali in ambito agricolo e in materia di uso dei pesticidi, aprendo alla possibilità di deroghe per l’impiego di sostanze non autorizzate”. Intanto, negli ultimi 38 anni sono scomparse due aziende su tre e la dimensione media è più che raddoppiata, aprendo la strada a una forte concentrazione fondiaria (dati Istat).

Di fronte a questo quadro, Legambiente indirizza oggi tredici proposte, otto all’Italia e cinque all’Europa. Al governo Meloni Legambiente chiede: lo stanziamento delle risorse per attuare il Pnacc in agricoltura; l’approvazione di una legge nazionale per fermare il consumo di suolo; un piano strutturale per sostenere le imprese agricole e zootecniche delle aree interne e montane; un piano nazionale per il biologico e per la ristorazione collettiva; un piano per sviluppare agrivoltaico e biometano di qualità; l’approvazione di una legge sulle agromafie e l’agropirateria; l’attuazione in modo immediato e rafforzato del Pan (Piano d’Azione Nazionale) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; l’approvazione del Dpr sul riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura.

All’Europa l’associazione ambientalista chiede: di rimettere al centro del Green Deal Europeo le strategie europee Farm to Fork e Biodiversity 2030; di definire una nuova Pac che premi davvero la qualità e le buone pratiche per l’ambiente ed il clima; di mettere in campo un ‘Blue Deal’ europeo per l’acqua; di avviare un percorso europeo di uscita dal glifosato e dai neonicotinoidi; così come serve una norma europea più severa e vincolante sul multiresiduo.

«L’unica strada per garantire resilienza, qualità, sostenibilità, competitività e futuro all’agricoltura italiana – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è quella dell’agroecologia. L’Europa e l’Italia partano da questo caposaldo, ricordando che conciliare agricoltura e transizione energetica è possibile. Agrivoltaico e biometano se ben progettati rappresentano una leva decisiva per rafforzare il reddito aziendale, aumentare la capacità di adattamento climatico ed evitare le gravi perdite produttive dei raccolti. Il governo modifichi l’articolo 5 del Decreto Agricoltura che vieta il fotovoltaico a terra, anche dove potrebbe essere utilizzato come i terreni inquinati o che non sono mai stati produttivi, e approvi al più presto una legge contro il consumo di suolo che il Paese attende da troppi anni. È inaccettabile, infatti, che nuovi investimenti su poli logistici, data center, autostrade, aree residenziali o produttive continuino, indisturbati, a consumare suolo agricolo che, contrariamente a quanto succederebbe coi pannelli fotovoltaici, perderemmo in modo permanente».

«L’agricoltura italiana – dichiara Angelo Gentili, responsabile nazionale agricoltura di Legambiente – o sceglie con coraggio la strada dell’agroecologia oppure continuerà a rincorrere un modello intensivo che negli ultimi decenni ha prodotto impoverimento dei territori, crollo del reddito agricolo e vulnerabilità crescente di fronte alla crisi climatica. Al Governo Meloni e all’Europa chiediamo scelte lungimiranti per abbinare al made in Italy l’agroecologia ed essere più capaci di rispondere alla sfida climatica e più competitivi, a partire da una nuova Pac coraggiosa, che premi la qualità e non la quantità e che sia coerente con gli obiettivi delle strategie europee Farm to Fork, Biodiversity 2030 e del Green Deal. Occorre inoltre promuovere la qualità e la sostenibilità delle filiere agroalimentari e frenare agricoltura e zootecnia intensive, accelerare il ripristino di norme ambiziose sulla riduzione dei pesticidi, pianificare investimenti nelle aree interne e marginali, nelle misure agroecologiche e nel biologico». Legambiente ha premiato oggi 11 Ambasciatori dell’Agroecologia, il riconoscimento che assegna a quelle realtà agricole che incarnano in modo esemplare i principi dell’agroecologia, della tutela della biodiversità, dell’innovazione sociale e della cura dei territori.

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo