Essere donna è divenuto pericoloso. I rapporti tra i due generi -ci dicono i media più strombazzati- sono sempre più burrascosi. Anche la retorica delle Istituzioni se ne occupa ed appare preoccupata. Che si fa? I decisori meno perspicaci non hanno dubbi e predicano l’inasprimento delle pene. Uccidere una donna è ormai visto come cosa peggiore di uccidere un uomo e quindi si chiedono pene esemplari facendo appello alla particolarità del fatto e alle motivazioni assolutamente ingiustificabili. È evidente che la cosa è certamente di una gravità inaccettabile ma la diffusione del fenomeno dovrebbe far sorgere qualche dubbio sulle risposte da dare.
Una società in cui si sono decapitate tutte le organizzazioni sociali piramidali (il padre, l’imprenditore, il padrone, il sacerdote, il professore, financo il carabiniere e il deputato e il ministro,…) in ossequio ad una pervadente uguaglianza toglie punti di riferimento che si cerca di sostituire con le pene detentive che imporrebbero la disciplina. In realtà la progressiva scomparsa se non la mancanza di punti di riferimento credibili cui riferirsi nella organizzazione della propria vita e nei momenti di difficoltà e comunque nelle scelte maggiori, ha lasciato l’individuo solo con se stesso ad affrontare tutto e tutti. Quale criterio nella scelta del partner? Quello estetico? Quello del successo sociale? Quello economico? È mai possibile che un giovane abbia ben chiaro questo criterio? E se non lo ha oppure se si modifica nel tempo (come è ovvio che sia) può sfasciare i rapporti sociali già consolidati e provarne altri? E in che considerazione tenere gli altri che dovesse escludere dalla propria vita? E chi lo aiuta e consiglia? Lo psichiatra che in realtà è preda degli stessi problemi? Una cultura diffusa priva di punti di riferimento perché priva e deprivata di valori come può reggersi e affrontare le scelte? Come si vede le ragioni di questi crimini sono le stesse che portano a non unirsi né in matrimonio né in altra maniera, a non procreare (non se ne vede la ragione né il vantaggio ma solo i problemi e le limitazioni), a perdere ogni ambizione o a chiedere ascolto ed affetto senza trovarne in nessuna parte. Una volta era il magistero della Chiesa a dare le risposte che questa trovava in millenni di esperienza, oggi questo ruolo non le viene più riconosciuto; né ad essa né ai suoi officianti che sono pochi e visti come celebranti di riti antichi e lontani dai problemi quotidiani, né alla dottrina stessa anch’essa creduta come superata dalla modernità fatta di uguaglianza che non ha posto per una persona che suggerisce e un’altra che ascolta.
Solo il web o la televisione e in generale, i media arrivano a tanto!!! forti come sono di una capacità di dissuasione insuperabile. È un disastro culturale di dimensione apocalittica.
È evidente che il “superamento” delle organizzazioni sociali occidentali che sono sempre state basate sulla piramidalità di ognuna di esse, o produce una nuova sistemazione dei ruoli oppure porta con se la caduta dell’intero Occidente. Le famose radici cristiane, più o meno integrate da quelle elleniche ed ebraiche, che in fondo sono più semplicemente le radici latine, hanno prodotto nel bene e nel male l’attuale situazione ma adesso che le si vuole sostituire con una improbabile uguaglianza (qualcuno un po’ più ardito o fanatico degli altri è arrivato a sentenziare che “uno vale uno”) di tutti come si pensa di organizzare una famiglia? Forse è necessario chiederselo e darsi una risposta che sia creduta almeno dai suoi componenti.
La politica che fino ad oggi è vissuta dentro queste certezze e non è riuscita a darsi neanche una formula condivisa di economia deve accorgersi che il fenomeno della violenza sulle donne che è sempre esistito ma che adesso sta trovando una stagione di recrudescenza apparentemente inarrestabile avrà pure una ragione da rimuovere!!! Il sistema un po’ infantile della punizione più severa non riuscirà a mettere sotto al tappeto le immense questioni di sistema che hanno tolto a tutti noi i punti di riferimento, certezze condivise, regole semplici e “nuove” per sostituirli con intrattenitori televisivi o della rete spesso più ignoranti che stupidi.
Canio Trione
