Dalle profondità del mare (da -40 a -60) ai calici per brindare.
É la caratteristica di ‘Ammore’ e ‘Voce ‘e Notte’, le nuove etichette di vini della cantina Carputo di Quarto, che, dopo 12 mesi di affinamento subacqueo nelle acque davanti a Castel dell’Ovo, arrivano sulla tavola, frutto di un progetto che unisce territorio, scienza e sperimentazione.
L’affinamento sommerso, evidenzia l’enologo Antonio Pesce, “incide sull’evoluzione del vino, modificandone ritmo e intensità di maturazione”.
E proprio per questo la versione affinata in mare di ‘Voce e Notte’ (Falanghina con metodo classico), ha una maggiore finezza minerale. Secondo Gabriele Pollio, delegato Ais Napoli, in questi vini “la differenza risiede nel modo in cui l’anidride carbonica si integra durante l’affinamento subacqueo, restituendo sensazioni più omogenee”.
Che l’habitat sommerso in cui i vini hanno riposato giochi un ruolo molto importante lo sottolinea anche Domenico Fulgione, docente del Dipartimento di Biologia dell’Università ‘Federico II’: “Una pressione stabile pari a circa cinque atmosfere – spiega – temperatura costante intorno ai dodici gradi e un ecosistema di micro e macro organismi, rendono” questi vini “vivi”. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con ‘Megaride Cantine Sommerse’, anche grazie a sistemi innovativi come il chip Nfc installato su ogni bottiglia per monitorare i parametri durante la permanenza sott’acqua.
