Quest’uomo è solo … ma

L’uomo vive di socialità. Ha dovuto impararlo con il trascorrere del tempo e attraverso le numerose esperienze che occupano la sua esistenza. Ma ha consentito a forze esterne e continua a farlo di ledere questa solida acquisita regola di vita sociale che rappresenta per lui una insostituibile via di salvezza. Rendere precaria la vita solidale appartiene alle tecniche divisorie di coloro che non hanno mai smesso di insidiare l’umanità.

Le regole della stupidità sovrastano le altre private di essenza. Non solo ma accanto alla pochezza, l’archetipo costruito da questa società annovera la prevalente presenza dell’uomo insicuro. L’insicurezza motiva, ma a sua volta motivata dalla paura, rappresenta il migliore dei presupposti per controllare e gestire il personaggio.

In tanti, gli insicuri sono spesse volte motivo di fragilità dei rapporti che vengono stabiliti nelle comunità umane tanto da renderle vulnerabili e soggette a fratture. Insanabili e isolazioniste. Accanto ai numerosi strumenti di manipolazione che questo ambiente e questa società producono, l’essere umano è vittima soprattutto della paura. Una delle cause della sua solitudine. L’insicuro si sente minacciato sia quando è solo ma anche in compagnia e in qualsiasi ambiente frequenti. Questa società favorisce la crescita del numero delle persone insicure, spesse volte aggressive, immorali non empatiche. 

Accanto alle altre sue alleate la paura dell’insicuro fa gioco a questo sistema dove la frammentazione dei rapporti fra gli esseri umani è regola ormai imperante. Le persone insicure hanno personalità debole e tendono a diffondere paura e discordia tanto da trasmettere la loro insicurezza alle altre persone insicure in loro presenza. Molti fra loro tendono a vivere lontano dagli altri a causa di traumi personali non guariti. Una esperienza vissuta accanto a persone cosi fatte è difficile che non abbia coinvolto o coinvolga ognuno di noi a cui non saranno sfuggiti momenti di tensione e disagio in loro presenza.

Certo l’ipocrisia fa sempre da companatico in questi casi ma è di facile consumo. I tempi che stiamo vivendo hanno accentuato questi sentimenti di diffidenza e insicurezza, penalizzando ancora di più la socialità di cui l’essere umano dovrebbe farsene vanto. Quando temiamo di rivelare noi stessi agli altri e le nostre abitudini, quando non possiamo essere sinceri con l’atro perché temiamo il suo giudizio, ma anche sue azioni persecutorie nei nostri confronti, l’insicurezza ci assale.

In presenza di altri sentiamo insicurezza. Spesso terrore. La solitudine è un attributo che viene motivato anche dalla estrema sicurezza ma non poche volte da uno stato di apatia. Il susseguirsi di crisi mondiali poi gestite dai promotori delle stesse, crea uno stato di impotenza e incapacità di decidere il proprio destino, genera apatia e induce alla solitudine. Confondere, demoralizzare la popolazione posta di fronte a tante scelte crea dissonanza cognitiva, difficoltà a relazionarsi con gli altri. Quindi solitudine, desiderata dai Controllori.

Le persone insicure possono manifestare invidia, cattiveria, pettegolezzo, aggressività, narcisismo. Sono spesse volte traditrici e supponenti. La loro insicurezza è tanto deleteria da determinare la decisione della correzione del rapporto di amicizia con loro stabilito, decretandone la interruzione. La solitudine non dovrebbe appartenerci.

Ugo Lombardi

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