Noi possediamo un arco di storia millenario, oggi sempre più ignorato, artatamente e dolosamente rimosso, a me invece è sempre piaciuto approfondire gli avvenimenti, capire i fondamenti che ci hanno portato alla nostra storia, alla nostra tradizione e alla fede cristiana, quelle che sono loro le basi della nostra civiltà e della nostra cultura.
Riporto qui un po’ delle mie ricerche.
Il “dogma”, per definizione, per la religione e la teologia è un principio che si accoglie per vero o per giusto, senza esame critico o discussione.
La “Proclamazione di un dogma” è nella teologia cattolica, una verità rivelata da Dio che viene definita dalla Chiesa perché sia da tutti accettata: in quanto verità soprannaturale, e come tale proposta ai credenti come articolo di fede, quindi credibile, ma non giustificabile per la mente umana.
I dogmi cattolici, quindi, sono verità di fede rivelate da Dio, definite dalla Chiesa e considerate punti fermi e immutabili del credere.
Tra i principali ci sono: l’unità e la Trinità di Dio, la divinità e l’umanità di Gesù Cristo, la maternità, l’immacolata concezione e l’assunzione di Maria, l’esistenza di Paradiso, Purgatorio e Inferno, la risurrezione dei morti, il perdono dei peccati e la transustanziazione nell’Eucaristia.
I dogmi, a differenza degli assiomi, come ad esempio quelli matematici, non prevedono il principio di provvisorietà: non sono ammesse riformulazioni o revisioni.
Vanno presi così come sono per incastonarsi nel bagaglio della memoria a lungo termine.
Quando proclama un dogma, la Chiesa comunque non lo cala “dall’alto”, solo per editto papale, ma fissa, una volta per tutte, dottrine che i fedeli già riconoscono come vere, questo su basi storiche o per tradizione secolare, se non millenaria.
Per esempio, prima di proclamare l’Immacolata Concezione, Pio IX fece una consultazione tra tutti gli episcopati mondiali, raccogliendo un 90 per cento dei consensi.
Questo è lo scenario per “il dogma della Immacolata concezione”.
Spesso il dogma dell’Immacolata viene confuso con il concepimento virginale di Gesù (la credenza secondo la quale Maria concepì suo figlio da vergine, senza aver avuto rapporti sessuali con il marito Giuseppe) ma, in realtà, si riferisce al concepimento senza peccato di Maria.
L’espressione “immacolata concezione” significa infatti “concepimento senza macchia”, cioè che, sin da quando fu concepita dai suoi genitori, San Gioacchino e Sant’Anna, Maria fu “preservata” dal peccato originale, a differenza di tutti gli altri essere umani.
Si tratta di un dogma di fede proclamato da papa Pio IX nel 1854, che afferma che Maria è stata preservata immune dal “peccato originale” fin dal primo istante del suo concepimento.
Questa dottrina è fondamentale per la Chiesa e sottolinea la purezza di Maria, scelta per dare alla luce Gesù.
Secondo la religione cristiana, tutte le persone nascono “macchiate” dal peccato originale, quello inflitto ad Adamo ed Eva da Dio con la successiva cacciata dall’Eden, pertanto, anche Maria dovrebbe esserne colpita.
Questo, però, significherebbe che il figlio di Dio si è incarnato in un corpo non puro, il che creerebbe alcuni problemi teologici.
La questione è legata al modo in cui Maria è stata concepita, ma i vangeli canonici e la maggior parte degli apocrifi non si soffermano sulla questione.
Nella Bibbia, infatti, non c’è un riferimento chiaro alla caratteristica dell’Immacolata Concezione di Maria.
Il cattolicesimo però vede in alcuni testi biblici non una prova, quanto un’avvisaglia di quella che sarà la dottrina del “magistero”.
Bisogna ricordare che, secondo la teologia cattolica, la “Scrittura” non è l’unica fonte della fede: anche la “Tradizione” della Chiesa è luogo teologico.
Nell’Antico Testamento, il cosiddetto “Protovangelo della salvezza” presenta la donna (Eva) come prefigurazione di Maria con il serpente demonio:
« Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno »
Altre indicazioni veterotestamentarie del dogma sono, secondo l’insegnamento della Chiesa, sono ravvisabili nel Cantico dei Cantici e nei libro dei Proverbi, fino ad arrivare al Nuovo Testamento, nei vangeli ufficiali degli evangelisti, con il passo principale che la tradizione cattolica ritiene spiegabile soltanto ammettendo l’Immacolata Concezione, che è il saluto rivolto dall’arcangelo Gabriele a Maria nella “Annunciazione”:
« Rallegrati, piena di grazia »
Molti però restano scettici sulla validità probatoria del Protovangelo, per la sua tardività e il suo stile agiografico e leggendario, difficilmente possa basarsi su fondati elementi storici.
Tuttavia sulla base della narrazione del Protovangelo, la liturgia e la devozione della Chiesa greco orientale ha attribuito dall’antichità a Maria il titolo di ???????, Panaghìa, “tutta santa”.
La formulazione relativamente recente di questo dogma si deve proprio alle dispute teologiche intorno alla nascita della madre di Gesù, durate secoli.
In Oriente però fin dal VI secolo d. C. si celebrava una festa della concezione di Maria, in seguito diffusa in Occidente dal X secolo ma, ufficializzata solo nel 1708.
Una tesi fu quella proposta da Agostino d’Ippona, Sant’Agostino dottore della Chiesa, vissuto tra IV e V secolo, sostenendo che pur essendo Maria nata macchiata dal peccato, ne fosse stata redenta al momento del concepimento di Gesù.
Questa proposta ebbe largo seguito in età tardo-antica e medievale.
Nel XIII secolo, però, il teologo britannico Duns Scoto sostenne un’altra teoria: Maria era priva di peccato originale sin dal momento in cui fu concepita.
Questo non significava necessariamente che fosse stata concepita senza rapporti sessuali tra i suoi genitori, ma solo che non era “portatrice” del peccato.
La tesi di Scoto divise i cristiani in “macolisti”, secondo i quali Maria era stata concepita con il peccato e poi redenta, e “immacolisti”, secondo i quali era stata concepita già senza peccato.
La Santa Sede, in questa disputa, non assunse una posizione ufficiale.
La data della proclamazione e celebrazione della solennità, non fu scelta a caso: l’8 dicembre è il giorno nel quale Maria fu concepita, giacché la nascita, secondo la tradizione cristiana, avvenne l’8 settembre, esattamente nove mesi dopo, “Festa della Natività di Maria”.
Festa approvata nel 1476 da papa Sisto IV e poi stabilita per tutta la Chiesa e solennizzata per la prima volta, come giorno di precetto, il 6 dicembre 1708 con la bolla pontificia “Commissi Nobis Divinitus” di papa Clemente XI, raccogliendo la dottrina secolare dei Padri e dei Dottori della Chiesa, dei Concili e dei suoi predecessori.
Nel XIX secolo il papa Pio IX decise di risolvere definitivamente la questione e nel 1849 emanò l’enciclica “Ubi Primum”, con la quale invitò i vescovi a esprimere la propria opinione sull’argomento.
La grande maggioranza (90%) si dichiarò a favore della tesi “immacolista”.
Pio IX decise perciò di proclamare solennemente il Dogma dell’Immacolata Concezione e l’8 dicembre 1854 emanò la costituzione apostolica e la “bolla papale Ineffabilis Deus”, nella quale affermò:
“Noi dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, nel primo istante della sua concezione, per una particolare grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento”.
Secondo tale verità di fede, la Vergine Maria è stata concepita pura, senza peccato originale: Dio ha preservato Maria da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento nel grembo di Sant’Anna.
La stragrande maggioranza dei cattolici accettò il dogma dell’Immacolata concezione senza discutere.
Il dogma, però, fu rifiutato dal cristianesimo ortodosso, che è fedele alla tesi secondo la quale Maria fu redenta dal peccato originale solo quando concepì Gesù, e dalle confessioni protestanti, secondo le quali Maria è “portatrice” del peccato originale come gli altri uomini ed è “santa” solo nel senso che è stata toccata dalla grazia.
I cristiani cattolici invece l’8 dicembre di ogni anno, festeggiano con la “Solemnitas in conceptione immaculata beatae Mariae virginis”, il fatto che Maria, madre di Gesù, è nata senza la macchia del peccato originale.
Un eccezione, un privilegio unico nella storia umana («singolare grazia e privilegio») con cui Dio ha preservato fin da subito, Maria da ogni colpa, in vista dei meriti futuri di suo figlio Gesù.
Preparazione a essere madre di Dio, fin dall’inizio: La sua purezza originale era necessaria perché potesse accogliere nel suo grembo il Figlio di Dio.
Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata anche alle apparizioni di Lourdes (1858), in cui la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous dicendo: «Io sono l’Immacolata Concezione».
Su Santa Maria, la Madonna, nel corso di 1500 anni la Chiesa ha definito quattro dogmi di cui essa si dice certa:
1. Maternità divina.
Concezione comune tra i cristiani fin dalle origini, viene definita in maniera stabile dal Concilio di Efeso (431), che proclama solennemente Maria Theotokos (ossia Madre di Dio).
È un dogma accettato da tutti i cristiani, inclusi i protestanti (che riconoscono i primi concili).
2. Verginità perpetua.
Verità già proclamata da papa Silicio (391), viene codificata nel quinto Concilio ecumenico di Costantinopoli (553), che definisce la Madonna Aeiparthenos (ossia sempre vergine), prima, durante e dopo la Natività.
Nel 649 un altro Concilio, il Lateranense, proclama la scomunica per chi non afferma la verginità mariana.
Viene contestato da un filone teologico protestante, che vuole la Madonna vergine solo fino al concepimento di Cristo e non dopo.
3. Immacolata concezione.
Come detto, spesso confuso con la verginità di Maria e con un presunto “concepimento senza peccato” di Gesù, in realtà significa che la Madonna è nata senza la macchia del peccato originale.
Fu proclamato con la bolla papale Ineffabils Deus da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 (e celebrato dalla Chiesa cattolica ogni 8 dicembre).
4. Assunzione.
Proclamato da Pio XII il primo novembre 1950 (costituzione apostolica Munificentissimus Deus), dichiara che la Madonna, portata in cielo con il suo corpo, è «attualmente riunita a Gesù risorto e partecipa con tutto il suo essere della vita gloriosa del Figlio».
Riprende l’antichissima tradizione della Dormizione o del Transito, secondo cui la Vergine, alla fine della sua vita terrena, si sarebbe addormentata per essere trasportata in cielo con la sua carne.
La Chiesa non si pronuncia sulla morte corporale di Maria (secondo molti da escludere, perché sarebbe legata al peccato): la formula è «compiuto il corso della vita terrena…».
Di certo, nessun ritrovamento storico, nessuno studio o ricerca archeologica indica tracce di una tomba di Maria.
Si celebra il 15 agosto.
Questo è anche l’ultimo dogma proclamato dalla Chiesa Cattolica: l’Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo, dopo il suo decesso terreno, Maria è stata sollevata in cielo, corpo e anima, come un privilegio unico.
Dopo la proclamazione del dogma, il culto dell’Immacolata concezione, già esistente in precedenza, si diffuse in misura maggiore rendendola una delle feste mariane più importanti e che si celebra in tutto il mondo.
La ricorrenza, però, è riconosciuta come festività nazionale solo in una parte dei Paesi cattolici, tra i quali l’Italia, la Spagna, il Portogallo, l’Austria, le Filippine, diversi Stati latinoamericani e alcuni cantoni della Svizzera.
Nel 1857, quando Roma era ancora capitale dello Stato pontificio, Pio IX fece erigere in piazza Mignanelli una colonna in onore dell’Immacolata, che oggi è oggetto di venerazione nella giornata dell’8 dicembre.
Dal 1953, ogni anno il Papa si reca in Piazza di Spagna a Roma per deporre fiori ai piedi della statua della Vergine Maria.
Per la cosiddetta “Festa dell’Immacolata”, la ricorrenza cattolica più importante del periodo dell’Avvento, in molti luoghi è tradizione accendere grandi falò e fuochi d’artificio, inoltre, si sono anche diffuse le usanze di preparare determinate pietanze tutto la sera prima per la cosiddetta “vigilia” dell’Immacolata.
La ricorrenza è anche considerata il giorno nel quale si prepara l’albero di Natale, il presepe, e gli addobbi natalizi, si allestiscono i mercatini natalizi e luminarie sebbene oggi, per ragioni commerciali, l’inizio del tempo di Natale sia in genere parecchio anticipato.
Volevo chiudere questa ricerca con quella che, a mio parere una delle più belle rappresentazioni di Maria: “L’Annunciata di Palermo” un dipinto a olio su tavola, relativamente piccolo (45×34,5 cm) di Antonello da Messina, realizzato intorno al 1475 e conservato a palazzo Abatellis a Palermo.
Maria in questo quadro non è ancora la Madonna, ma una donna comune nelle vesti e nell’aspetto, senza alcun segno di divinità: niente aureola né angeli.
Si tratta di una giovane che, mentre prega, scopre, come raccontano i Vangeli, che diventerà la madre di Gesù.
Le mani esprimono sorpresa, incredulità e pudore: la destra quasi si schermisce, la sinistra chiude il velo (azzurro, come sarà spesso anche in seguito), come per dire: è impossibile per una fanciulla vergine.
Ma le pagine del libro sono mosse dal soffio dello Spirito Santo.
Nell’Annunciata, la psicologia e le emozioni sono entrate nell’iconografia e nell’arte più sublime.
Buona riflessione
Roberto Kudlicka
