Tutela dei minori, messaggio di papa Leone XIV: ” I comportamenti inappropriati non possono rimanere nel cassetto”

Si e”””” svolta ad Assisi (Domus Pacis, Santa Maria degli Angeli), dal 17 al 20 novembre, l’Assemblea Generale della CEI a cui ha preso parte, concludendo i lavori, Papa Leone XIV.

L’81a Assemblea, sotto la guida del Cardinale e Presidente Mons. Matteo Zuppi, ha visto la partecipazione del Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Petae Rajic, 206 membri, 13 Vescovi emeriti, alcuni rappresentanti di presbiteri, religiosi e religiose degli Istituti secolari, delle Aggregazioni laicali.

Rivolgendosi ai Vescovi, nel suo discorso conclusivo, il Santo Padre ha anzitutto esortato a “porre Gesu”””” Cristo al centro e, sulla strada indicata da Evangeli gaudium, aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui, per scoprire la gioia del Vangelo”, ricordando che “una Chiesa sinodale, che cammina nei solchi della storia affrontando le emergenti sfide dell’evangelizzazione, ha bisogno di rinnovarsi costantemente”.

Diversi sono stati i temi trattati nel corso dell’Assemblea, tra questi particolare rilievo ha assunto la tematica della tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.

Durante i lavori e”””” stato evidenziato il passo in avanti compiuto dalla Chiesa italiana sul versante del contrasto agli abusi e della cultura della prevenzione attraverso la creazione di una rete di servizi a livello nazionale, regionale e diocesano per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Un impegno che continua, che ha visto un incessante incremento di attivita”””” di formazione e di coinvolgimento.

Il Card. Matteo Zuppi, nell’introduzione, ha chiesto di essere costruttori di comunita””””: “La comunione tra di noi e”””” di grande valore, che non significa omologazione, ma rispetto delle diverse sensibilita”””””.

“Ogni mancanza di rispetto e””””, a diverso livello, una forma di violenza, e”””” sfruttamento, bisogno incontrollato di possesso, offesa della dignita””””, corruzione. Quando poi a esserne vittima e”””” un minore o una persona vulnerabile, restano ferite che non conoscono prescrizione, ma cicatrici indelebili”, ha affermato Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia-Citta”””” della Pieve e Vescovo delegato per il Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Umbra, che ha presieduto la celebrazione dei Vespri in occasione della V Giornata Nazionale di preghiera per le vittime ed i sopravvissuti agli abusi sul tema “Rispetto. Generare relazioni autentiche”.

“Davanti a tale gravita”””” non sussiste spazio alcuno per atteggiamenti di omissione o di sottovalutazione”, ha sottolineato l’Arcivescovo, “non basta nemmeno denunciare, reprimere e condannare un crimine perverso, che si ripercuote non solo sulle vittime, ma sui familiari e sul popolo di Dio, disorientato e sconcertato tra dubbio, incredulita”””” e scandalo”. Di qui, l’appello a “tutte le componenti della societa”””” civile, per una presa di coscienza collettiva davanti a drammi che rubano dal cuore dei piccoli la fiducia e ne manipolano la coscienza, privandoli dei valori a cui ancorare la vita”.

Ma il II Rapporto Annuale sulle Politiche e le Procedure della Chiesa per Tutela dei Minori, pubblicato il 16 ottobre 2025 dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (PCTM), ha messo in evidenza, rispetto ai dati raccolti nell’anno solare 2024, una notevole resistenza cultura in Italia nell’affrontare gli abusi.

Con queste parole ha commentato Mons. Thibault Verny, Presidente della PCTM, che all’inizio della seconda giornata di lavori, nel corso del suo intervento, ha rimarcato come i tabu”””” culturali possano rendere difficile per le vittime, per i sopravvissuti, ma anche per le loro famiglie, parlare e denunciare cio”””” che hanno vissuto alle autorità.

Per il presule, in materia di abusi, il punto cruciale e”””” “indicare con trasparenza le lacune nei sistemi di salvaguardia e offrire risposte professionali rafforza la credibilita”””” della Chiesa, affinche”””” la nostra casa ecclesiale sia un luogo sicuro per tutti, per le famiglie, i giovani e i bambini”. Nell’occasione il Presidente menziona “l’approccio coerente e lungimirante” della CEI, in questo ambito, grazie al quale “la protezione e”””” divenuta linguaggio comune, parte integrante della cura pastorale ordinaria”. “Di fronte allo scandalo degli abusi sessuali, nessuno puo”””” affermare di operare alla perfezione”, ha ammesso Verny: “Credo che tutti stiamo cercando di fare il meglio possibile, riducendo al minimo il danno”.

Anche Papa Leone XIV, di recente, nel suo discorso a porte chiuse con i Vescovi neo-nominati, ha dichiarato che i comportamenti inappropriati e gli abusi del clero “non possono essere messi in un cassetto, vanno affrontati”. Ha ribadito la necessita”””” di trattare questi casi con “misericordia e vera giustizia”, sia verso le vittime che verso gli accusati.

“Oggi con un lavoro quotidiano, evidenzia la Responsabile Diocesana del Servizio per la Tutela dei Minori e delle Persone Vulnerabili la avv. dott.ssa Marica Anna Spadavecchia, siamo chiamati ad accogliere, a metterci in ascolto ed a curare le ferite. Su queste basi siamo interpellati a diffondere una cultura del rispetto, della tutela e della protezione dei più piccoli ed indifesi”.

“Dal mese di gennaio 2025, continua la Referente, il nostro Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, con incontri, convegni e momenti di preghiera rinnova il suo impegno promuovendo, con gli operatori pastorali ed in sinergia con le istituzioni locali, iniziative di formazione e di riflessione sul tema”.

“In linea con quanto chiesto dall’Assemblea della CEI, conclude la Referente Marica Anna Spadavecchia, accogliendo le indicazioni e la volonta”””” del Santo Padre, il bisogno primario, in materia di tutela, di protezione e di prevenzione rimane l’attenzione su ogni vita umana, qualunque essa sia ed in qualsiasi contesto”.

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